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Pensioni ultime notizie chi ci guadagna e chi perde veramente con piano INPS quota 100, quota 41, mini pensioni,assegno universale

Misure del progetto pensioni dell’Istituto di previdenza e sostegno da parte di magistratura ed esecutivo: motivi, novità e vantaggi




Si parla in questi giorni in maniera sempre più serrata di cambiamenti e miglioramenti delle misure già approvate sulle pensioni, ma le ultime notizie confermano anche grande e crescente attenzione anche verso il progetto pensioni dell’Istituto previdenziale, che tocca a 360 gradi il sistema previdenziale e assistenziale, prevedendo anche introduzione dell’assegno minimo per gli over55, abbassamento dell’età pensionabile a 63 anni, riordino delle prestazioni sociali, e ricalcolo di pensioni più elevate e vitalizi dei politici.

Per l’assegno universale, sarà pari a 500 euro al mese per una famiglia con almeno un componente over 55 e a beneficiarne sarebbero anche, per esempio, eventuali figli disoccupati; per quanto riguarda le prestazioni assistenziali, saranno riviste quelle per gli over65, con un sistema di revisione a seconda dei guadagni e stop a pensioni sociali, assegni sociali, integrazioni al trattamento minimo o altre forme si assistenza per chi percepisce un reddito lordo equivalente di 37 mila euro annui (che corrisponde per una coppia a 55mila euro).

E poi abbassamento dell’età pensionabile a partire da 63 anni e sette mesi, con una riduzione dell'assegno che si applica alla sola quota retributiva e che tende a calare in base all’anno di anticipo in cui si lascia il lavoro non oltre, però, il limite del 10%. Prevista anche l’applicazione di un contributivo sulle pensioni più elevate, dai 5mila euro lordi in su, e un ricalcolo delle pensioni secondo il metodo contributivo oggi applicato a tutti i nuovi lavoratori. Queste misure sono sostenute, da sempre, dall’esecutivo, considerando che tutti, da premier a commissario per la spending review, sono sempre stati favorevoli all’approvazione di questi nuovi provvedimento.

Poi qualche giorno fa la conferma da parte del presidente dell’Istituto di Previdenza, che ha chiaramente detto che la presentazione ufficiale del progetto è stata concordata con l’esecutivo stesso, segno che avrebbe voluto capire cosa avrebbero suscitato le misure presentate e reazioni eventuali da parte dei cittadini. Del resto, la revisione del sistema previdenziale e la netta divisione di spesa assistenziale da spesa prettamente previdenziale, nonché un piano di revisione delle agevolazioni fiscali alle famiglie, era nei piani di lavoro dello stesso premier.

Si tratta di misure che secondo premier e presidente dell’Istituto servirebbero per rendere il sistema previdenziale italiano più flessibile ed equo per tutti e a fronte di questi benefici e di quanti, come sopra spiegato, potrebbero beneficiare delle misure contenute nel progetto, secondo le stime, chi ci perderebbe dall’attuazione del nuovo progetto dell’Istituto previdenziale dovrebbero essere meno di trecentomila persone, più precisamente 230mila pensioni d’oro, su 16 milioni di prestazioni, e si tratta di persone che percepiscono assegni mensili elevati, talvolta anche non in linea con i contributi versati durante la loro vita lavorato riva, e tali da potersi permettere piccole decurtazioni.

Le intenzioni di cambiamento di pensioni e governance del sistema previdenziale, a sorpresa, hanno incontrato anche il sostegno da parte della magistratura, decisamente favorevole al piano di ristabilire un riequilibrio del sistema pensionistico attuale. Ciò che la magistratura in particolare sostiene è la decurtazione delle quote di alcune pensioni necessaria per rimettere in equilibrio il sistema previdenziale e garantire, quindi, una maggiore equità sociale tra tutti, decisamente compromessa e a tratti inesistente a causa dell’operatività del sistema retributivo che ha creato forti squilibri, permettendo a molte persone di versare poco ma percepire pensioni cospicue.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il