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Imu e Tasi 2016: regole ufficiali, chi paga ancora e per chi cancellata, eliminata per prima casa, seconda casa, affitto, terreni

Sono tante le novità su Imu e Tasi che entreranno in vigore dal 2016. Aumenta la categoria degli esentati, ma con molti limiti.




Scattano dal 2016 le nuove misure sull'abolizione di Imu, tranne su castelli, grandi ville con giardino e appartamenti signorili, e Tasi. L'esenzione coinvolge anche l'Imu su terreni agricoli-montani, semi-montani e pianeggianti se utilizzati da coltivatori diretti, imprenditori agricoli professionali e società, così come gli imbullonati ovvero i macchinari fissati al terreno. Ma per i contribuenti delle città di Napoli, Trieste, Mantova, Terni, Frosinone, Avellino, Verbania, Matera, Rieti e di migliaia di piccoli comuni che hanno deliberato nuove aliquote in ritardo, si prospetta il pagamento di un conguaglio per via della sanatoria concessa dall'esecutivo. L'appuntamento con la cassa dovrebbe arrivare nelle prime settimane del prossimo anno.

Il versamento potrà essere effettuato utilizzando il modello F24 da presentare a uno sportello bancario o postale, ma è in vigore l'obbligo di procedere per via telematica nel caso di importi superiore a 1.000 euro. Il passaggio a Palazzo Madama del testo governativo ha portato alla cancellazione della Tasi anche sugli immobili in comodato d'uso a figli, genitori o parenti disabili fino al secondo grado, ma solo sulle prime case. Abolizione dell'imposta anche sulla casa all'ex coniuge e per quella delle forze dell'ordine trasferiti per ragioni di servizio. A completare il quadro delle novità e delle ultime notizie c'è la riduzione del 25% dell'importo dell'Imu sugli affitti a canone concordato.

La Tasi è l'imposta sui servizi indivisibili e copre le spese per pubblica sicurezza e vigilanza, illuminazione pubblica e manutenzione stradale, servizi cimiteriali e di manutenzione del verde pubblico, servizi socio-assistenziali, protezione civile, tutela degli edifici e aree comunali. L'Imu riguarda la componente immobiliare del patrimonio e unisce l'imposta sul reddito delle persone fisiche, le relative addizionali dovuti in relazione ai redditi fondiari su beni non locati e la vecchia imposta comunale sugli immobili.

Il gettito delle imposte sugli immobili nel 2016 dovrebbe quindi diminuire a quota 20 miliardi di euro, rispetto ai 24,8 miliardi di euro nel 2014 e in questo 2015. Le singole amministrazioni comunali saranno integralmente compensate per le mancate entrate economiche. A tal proposito, quella del 16 dicembre è l'ultima volta che parte dei contribuenti italiani passeranno alla cassa.

Provando a entrare nel dettaglio delle aliquote sulle abitazioni principali applicate fino a quest'anno, quella di Ancona è al 3,3%, di Aosta all'1%, di Bari al 2,99%, di Bologna al 3,3%, di Cagliari al 2,8%, di Campobasso al 2,4%, di Catanzaro al 2,4%, di Firenze al 3,3%, di Genova al 3,3%, dell'Aquila al 2,5%, di Milano al 2,5%, di Napoli al 3,3%, di Palermo al 2,89%, di Perugia al 3,3%, di Potenza al 2,5%, di Roma al 2,5%, di Torino al 3,3%, di Venezia al 2,9%. La somma delle due aliquote non può essere maggiore quella massima consentita dalla legge statale, aumentata dello 0,8 per mille ovvero 3,3 per mille per l'abitazione principale e 11,4 per mille per le seconde case.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il