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Pensioni ultime notizie beneficiari e chi ci perderà con le novità per riforma pensioni nel nuovo piano INPS sostenuto esecutivo

Esecutivo e magistratura sostengono il progetto pensioni dell’Istituto di Previdenza: misure previste, beneficiari e chi invece ci perderebbe




Erogare l’assegno universale agli over 55, andare in pensione prima pur con penalizzazioni, ricalcolo contributivo delle pensioni più elevate e tagli ai vitalizi dei politici, nonché una revisione delle prestazioni sociali a favore delle famiglie, cambiamenti negativi su baby pensioni, pensioni di invalidità e reversibilità e netta divisione tra spesa assistenziale e spesa prettamente previdenziale. Sono questi i punti che mirano a rivedere il sistema pensionistico italiano a 360 gradi, proposto dallo stesso Istituto di Previdenza, per renderlo più sostenibile ed equo per tutti. Il presidente dell’Istituto mira innanzitutto all’assegno universale, pari a 500 euro al mese per una famiglia con almeno un componente over 55 e a beneficiarne sarebbero anche, per esempio, eventuali figli disoccupati; quindi alla revisione delle prestazioni assistenziali da rivedere e allo stop a pensioni sociali, assegni sociali, integrazioni al trattamento minimo o altre forme si assistenza per chi percepisce un reddito lordo equivalente di 37 mila euro annui, nonché ai vitalizi d’oro dei politici.

E poi abbassamento dell’età pensionabile a partire da 63 anni e sette mesi, con una riduzione dell'assegno che si applica alla sola quota retributiva e che tende a calare in base all’anno di anticipo in cui si lascia il lavoro non oltre, però, il limite del 10%. Sono misure appoggiate del tutto dall’esecutivo, che da sempre sostiene la necessità di una revisione, innanzitutto di spesa assistenziale e spesa pensionistica e revisione delle agevolazioni fiscali alle famiglie, e lo stesso presidente dell’Istituto ha confermato questo appoggio da parte dell’esecutivo solo qualche giorno fa, dichiarando che la presentazione ufficiale del nuovo progetto è stato, del resto, concordato con lo stesso esecutivo.

Mossa considerata da alcuni come una sorta di sondaggio sulle misure contenute, per capirne la reazione da parte di cittadini e stesso mondo politico. Si tratta, in generale, di misure che sosterebbero le famiglie più in difficoltà con l’erogazione dell’assegno minimo e la possibilità di anticipare l’età di uscita dal lavoro per chi non riesce a maturare i rigidi attuali requisiti pensionistici, e che, d’altro canto, secondo le stime, penalizzerebbero meno di trecentomila persone, più precisamente 230mila pensioni d’oro, su 16 milioni di prestazioni, che sono quelle persone che percepiscono assegni mensili elevati, talvolta anche non in linea con i contributi versati durante la loro vita lavorato riva, e tali da potersi permettere piccole decurtazioni.

Favorevole alle misure del progetto dell’Istituto di Previdenza anche la magistratura, che sostiene l’intenzione di ristabilire un riequilibrio del sistema pensionistico attuale e la decurtazione delle quote di alcune pensioni necessaria per rimettere in equilibrio il sistema previdenziale e garantire, quindi, una maggiore equità sociale tra tutti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il