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Pensioni ultime notizie cambiamenti ufficiali depositati oggi venerdì con novità quota 100, mini pensioni, assegno universale

Attesa entro venerdì presentazione delle ultime novità esecutivo: quali i cambiamenti ancora possibili per le pensioni?




E’ ripreso ieri 24 novembre alla Camera l'esame dei disegni di legge già approvati dal Senato. Il termine per la presentazione dei relativi emendamenti dovrebbe è al momento fissato per venerdì prossimo, 27 novembre, anche se è probabile che questo termine slitti e che serva più tempo per mettere a punto un unico pacchetto di misure in accordo tra relatori e minoranza Pd, ed entro martedì prossimo sono attesi i pareri delle altre commissioni. Il lavoro in Commissione dovrebbe chiudersi entro il 10 dicembre e i disegni di legge saranno poi discussi dal 14 al 16. Le principali richieste riguardano, innanzitutto, la definizione di una legge delega che diventerebbe fondamentale se nulla di concreto sulle pensioni fosse deciso in queste settimane, per impegnare il governo a riprendere la discussione in tempi certi e sicuri, ma non solo.

Le richieste interessano anche la cancellazione delle ricongiunzioni onerose e la semplificazione del cumulo, l’estensione del contributivo donna di ulteriori tre mesi, cercare di evitare il taglio del fondo destinato a precoci ed usuranti e, al contrario, cercare di aumentarlo, ma anche una revisione della staffetta così come modulata dall’esecutivo al momento, in modo da renderla più conveniente per lavoratori e imprese. D’altro canto, però, protagonisti delle ultime discussioni sulle pensioni sono essenzialmente i nuovi metodi in prova.

E i relatori si dicono ancora aperti alla possibilità di approvare novità sulle pensioni, ad eccezione di qualche singolo caso, secondo cui i reali cambiamenti nel breve termine potrebbero essere nulli o solo minimi. I metodi in prova da far approvare subito prevedono due versioni di quota 100, entrambe con penalizzazioni al 12% ed erogazione della mini pensione; introduzione dell’assegno universale per chi in età avanzata resta senza lavoro ma non può ancora andare in pensione e sempre con mini pensione da restituire, però, in parte, una volta raggiunti i normali requisiti di uscita dal lavoro; ed estensione del contributivo donna anche gli uomini.

Anche in questo caso ad alleggerire le alte penalizzazioni previste, intorno al 25, 30%, ci sarebbe la mini pensione. C’è comunque da sottolineare l’ostacolo della mancanza di risorse economiche e soprattutto del parere della Ragioneria di Stato che finora ha sempre bloccato ogni novità proprio per la scarsa disponibilità di soldi.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il