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Pensioni ultime notizie quota 100, assegno universale, contributivo donna e sentenze tribunali che sostengono scelte esecutivo

Nuova posizione magistratura e sentenza Tar del Lazio a class action avviata per contributivo donna e conseguenze per novità pensioni: la situazione attuale




Le ultime notizie sulle pensioni sono decisamente inaspettate, tra novità positive e negative: mentre continuano le discussioni per l’approvazione di ulteriori cambiamenti richiesti per rivedere le attuali norme previdenziali e alcuni relatori hanno aperto alla possibilità di approvare subito uno dei nuovi metodi in prova, anche se risulta decisamente difficile che questo possa accadere nel breve periodo, la prima sorpresa è l’appoggio dalla magistratura al progetto pensioni proposto dall’Istituto di Previdenza.

La magistratura è favorevole al ricalcolo delle pensioni, puntualizzando però che la soglia oltre la quale bisognerebbe intervenire dovrebbe essere quella dai 5mila euro in su, e indirettamente sembra appoggiare anche altre misure, come l’assegno universale per gli over 55 e sistemi di uscita prima a partire dai nuovi metodi in prova, basati su quota 100 con mini pensione e assegno universale con mini pensione, senza dimenticare l’estensione del contributivo donna anche agli uomini e sempre accompagnata con la mini pensione.

I metodi in prova non rientrano nel progetto dell’Istituto di Previdenza ma comunque combinano diverse proposte proprio per porsi come una sorta di compromesso alla ricerca di soluzioni universali condivise da tutti. Inoltre, secondo la magistratura, applicare decurtazioni sulle cosiddette d’oro potrebbe essere un passaggio necessario per raggiungere un maggiore equilibrio e una maggiore equità del sistema previdenziale italiano, così come positivi sarebbero i tagli alla spesa assistenziale che, come visto nelle settimane scorse, sono quelle che richiedono l’impiego di maggiori risorse rispetto alle spese prettamente pensionistiche.
    
Insieme a questa posizione inaspettata resa nota dalla magistratura, altra recente sentenza dai tribunali che potrebbe influenzare il cammino delle discussioni sulle pensioni è quella del Tar del Lazio che finalmente si è espresso sul la class action avviata per il contributivo donna. Il risultato ottenuto dalla class action non è stato, tuttavia, positivo: il ricorso chiedeva l'annullamento delle circolari Inps 35 e 37 del marzo 2012, ma il Tar del Lazio ha dichiarato il proprio difetto di giurisdizione sulla questione.

La richiesta era quella di ammettere al regime sperimentale le lavoratrici che hanno maturato i requisiti per uscire con il contributivo donna, cioè 57 anni di età e 35 anni di contributi, entro il 31 dicembre 2015, dopo che le due Circolari dell'Inps del 2012 avevano stabilito il 31 dicembre 2015 come termine ultimo per la maturazione della decorrenza della pensione e non dei requisiti per l'esercizio dell'opzione. Il Tar del Lazio ha tuttavia respinto il ricorso spiegando che le richieste delle ricorrenti esulano dall'oggetto della class action e che il ricorso è inammissibile per difetto di giurisdizione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il