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Pensioni ultime notizie novità sentenze tribunali importanti appoggiano le decisioni esecutivo immediate e nel lungo termine

Due nuove sentenze dei tribunali potrebbero sostenere le novità pensioni al vaglio dell’esecutivo: cosa prevedono e conseguenze




Due nuove sentenze dei tribunali potrebbero sostenere le novità pensioni al vaglio dell’esecutivo: la prima potrebbe avere effetti positivi, la seconda un po’ meno. Secondo le ultime notizie, infatti, sembra che la magistratura sostenga appieno le misure del progetto pensioni dell’Istituto di Previdenza, dal ricalcolo delle pensioni, all’assegno universale per gli over 55, a sistemi di uscita prima a partire dai nuovi metodi in prova, basati su quota 100 con mini pensione e assegno universale con mini pensione, senza dimenticare l’estensione del contributivo donna anche agli uomini e sempre accompagnata con la mini pensione.

Pur precisando che i metodi in prova non rientrano nel progetto dell’Istituto di Previdenza, si pongono come un mix dei sistemi in discussione in questi mesi per soluzioni universali condivise da tutti. La magistratura sostiene anche l’applicazione di decurtazioni sulle cosiddette, che sarebbero necessarie per raggiungere quell’equità del sistema previdenziale italiano perseguita da presidente e premier, così come positivi sarebbero i tagli alla spesa assistenziale.
    
Si tratta di una posizione che potrebbe sostenere in questi ultimi giorni l’approvazione di almeno uno dei metodi in prova per le pensioni, quanto meno per dare il segnale che effettivamente si ha l’intenzione concreta di agire sulle pensioni, diversamente invece dalla sentenza del Tar del Lazio, tanto attesa, ma deludente. Il comitato per il contributivo donna aveva infatti avviato una class action chiedendo l'annullamento delle circolari Inps 35 e 37 del marzo 2012, ma il Tar del Lazio ha dichiarato il proprio difetto di giurisdizione sulla questione.

La class action era stata avviata per chiede di permettere l’uscita con il contributivo donna anche le lavoratrici che hanno maturato i requisiti, cioè 57 anni di età e 35 anni di contributi, entro il 31 dicembre 2015, dopo che le due Circolari dell'Inps del 2012 avevano stabilito il 31 dicembre 2015 come termine ultimo per la maturazione della decorrenza della pensione e non dei requisiti per l'esercizio dell'opzione. Ma il Tar del Lazio ha respinto il ricorso spiegando che è inammissibile per difetto di giurisdizione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il