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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni, assegno universale e novità dirette e indirette da elezioni Consulta

Manca ancora l’elezione dei giudici della Consulta e si tratta di un voto importante anche la definizione di novità pensioni: la situazione




Le ultime notizie confermano un nuovo rinvio per l'elezione dei tre giudici della Consulta, perchè nessuno dei candidati ha raggiunto il quorum richiesto di 571 voti. Il più votato è stato Augusto Barbera, seguito da Francesco Paolo Sisto, Giovanni Petruzzella e il candidato del M5S Franco Modugno. Si tratta di un voto  molto importante, perchè le decisioni della Consulta possono cambiare in base alla composizione, come abbiamo già visto varie volte proprio le pensioni, per esempio, con l'obbligo di rimborso ai pensionati che non hanno goduto della rivalutazione degli assegni, ma anche con il sostegno dato alle novità dell'esecutivo nelle ultime due sentenze, da magistratura, che sostiene il progetto dell'Istituto di Previdenza, e Tar del Lazio.

Far vincere i propri candidati significherebbe, dunque, avere un sostegno importante che è fondamentale visto che si parla di cambiamenti importanti a 360 gradi nella previdenza, da piani di uscita prima, all’assegno universale e non solo, pensati dall'esecutivo per i prossimi mesi anche se vi sono al momento forti dubbi sul fatto che verranno effettivamente realizzati.

E a mettere in dubbio i cambiamenti è stata anche l’ultima sentenza del Tar del Lazio sulla class action avviata per il contributivo donna. Il ricorso era stato presentato per chiedere l'annullamento delle circolari Inps 35 e 37 del marzo 2012, ma il Tar del Lazio ha dichiarato il proprio difetto di giurisdizione sulla questione.

La richiesta era quella di ammettere al regime sperimentale le lavoratrici che hanno maturato i requisiti per uscire con il contributivo donna, cioè 57 anni di età e 35 anni di contributi, entro il 31 dicembre 2015, dopo che le due Circolari dell'Inps del 2012 avevano stabilito il 31 dicembre 2015 come termine ultimo per la maturazione della decorrenza della pensione e non dei requisiti per l'esercizio dell'opzione. Il Tar del Lazio ha tuttavia respinto il ricorso spiegando che le richieste delle ricorrenti esulano dall'oggetto della class action e che il ricorso è inammissibile per difetto di giurisdizione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il