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Orari medici, nuovi turni: è scontro Regioni, Governo, Ministeri e dottori. Si chiede proroga e deroga

Nuove regole sugli orari di lavoro dei medici. Le Regioni chiedono una proroga, ma il governo frena per evitare sanzioni.




Sono entrati in vigore ieri 25 novembre 2015 i nuovi orari di lavoro europei per i medici italiani. Le regole comunitarie sulla sanità impongono che i camici bianchi non possano lavorare più di 48 ore in sette giorni, compresi gli straordinari. Il turno più lungo che si potrà richiedere di coprire è di 13 ore, ma poi il riposo deve essere congruo. Introducono inoltre il diritto a 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore. In caso di inadempienza sono previste sanzioni da un minimo di 100 a un massimo di 10.000 euro, a seconda della violazione. A dirla tutta, non si tratta di una novità che coglie di sorpresa, considerando che la data di avvio era già stata spostata avanti di un anno nell'agosto 2014. Un'altra proroga significherebbe andare incontro a sanzioni.

Occorre fare presente che tutti i Paesi europei hanno già adottato la direttiva sugli orari di lavoro. Manca solo l'Italia. Lo stop ai turni massacranti non riguarda solo i medici, ma tutto il personale dipendente dei Asl e ospedali, quindi anche gli infermieri. Appare interessante lo studio del sindacato dei camici bianchi ospedalieri, l'Anaao, secondo cui quattro medici su dieci sono affetti da disturbi del sonno dovuti allo stress per lavoro eccessivo. Ma siamo comunque in una fase di passaggio, a cui l'esecutivo intende dare risposte nell'ambito della manovra. In seguito ai ripetuti blocchi delle assunzioni in sanità ci sono 20.000 infermieri in meno di quanti ne servirebbero mentre di medici ne mancherebbero dai 3.000 ai 5.000.

Da qui lo scontro tra Palazzo Chigi e Regioni. Conti alla mano, ammonta a 110 miliardi di euro il Fondo sanitario 2015. Proprio ieri i governatori hanno deciso come dividerlo. C'è però da far presente che le ripercussioni per i pazienti sono comunque limitate perché le singole Aziende sanitarie stanno organizzando il lavoro per evitare disagi.

Ma quanti sono i tempi di attesa negli ospedali pubblici italiani? Per interventi di tonsillectomia sono pari a 91,6 giorni, per interventi di tumore al polmone sono pari a 23,1 giorni, per interventi di protesi d'anca sono pari a 77,8 giorni, per interventi di endoarteriectomia carotidea sono pari a 40,3 giorni, per interventi di angioplastica coronarica sono pari a 19,8 giorni, per interventi di bypass coronarico sono pari a 22,7 giorni, per interventi di tumore all'utero sono pari a 23,4 giorni, per interventi di tumore al colon retto sono pari a 21,5 giorni, per interventi di tumore prostata sono pari a 45,1 giorni, per interventi di tumore mammella sono pari a 24,7 giorni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il