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Canone Rai 2016 in bolletta, tasse e imposte, bonus fisco investimenti al Sud: cambiamenti, emendamenti alla Camera attesi

Dal nuovo canone Rai agli investimenti per il rilancio del Sud: sono tante le novità attese nei prossimi giorni a Montecitorio.




Si va verso la definizione dei dettagli sul canone Rai 2016 nella bolletta elettrica. A Montecitorio, infatti, saranno presentati nuovi correttivi e in parallelo saranno confermate alcune misure. I punti fermi sono già noti e resteranno tali, come l'inserimento dell'imposta nell'utenza della luce, seppur come voce separata, e la riduzione dell'importo di 13,50 euro ovvero da 113,50 a 100 euro. Il canone Rai è legato alla prima casa, sia essa di proprietà o in affitto e al possesso del televisore, ma non di PC, smartphone e tablet. Restano però da decidere le modalità di distribuzione del versamento. L'ipotesi più recente prevede 10 rate da 10 euro.

Non ci dovrebbe essere alcun provvedimento specifico sulla riscossione delle somme non versate negli scorsi anni ovvero non è all'ordine del giorno una misura di sanatoria. Allo stesso tempo la sanzione massima ai danni di chi non paga è fissata a 500 euro. Ecco poi l'innalzamento della soglia di reddito entro la quale gli anziani over 75 sono esentati dal pagamento del canone, che si affianca all'esclusione per le imprese che esercitano l'attività di riparazione o commercializzazione di apparecchiature di ricezione radio televisiva; per gli agenti diplomatici e consolari stranieri accreditati in Italia a condizione che nel Paese siano applicate misure corrispondenti per quelli italiani; per i militari delle Forze Armate Italiane, limitatamente a ospedali militari, case del soldato e sale convegno dei militari; quelli di cittadinanza straniera appartenenti alle Forze Nato;

Novità all'orizzonte anche per il Sud. Palazzo Chigi deve però ancora scegliere tra la soluzione dei mini credito d'imposta sugli investimenti o l'estensione di un anno della decontribuzione al 40% per i neoassunti. La piattaforma di confronto è rappresentata dal Masterplan per il Sud, in cui l'esecutivo specifica di aver attivato in sede europea la clausola investimenti che mette a disposizione uno spazio di bilancio di cinque miliardi di euro utilizzabili per spendere le risorse nazionali destinate a cofinanziamento dei Fondi strutturali o di investimenti nelle reti di rilevanza europea.

A suo dire, l'effetto potenziale è in grado di liberare investimenti per oltre 11 miliardi di euro, di cui almeno sette per interventi nel Mezzogiorno. Le risorse sono considerate essenziali anche per mobilitare capitali privati, nazionali e internazionali. Palazzo Chigi si è attivato per costruire 15 Patti per il Sud, ovvero otto con le regioni (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna) e uno per ognuna città metropolitana: Napoli, Bari, Taranto, Reggio Calabria, Palermo, Catania, Cagliari.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il