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Partita Iva 2016 minimi regime nuovo, ordinario, e forfettario: regole ufficiali come aprire,requisiti,tasse.Conferme e modifiche

Ecco cosa cambia nel 2016 per le partite Iva a regime agevolato e per quello a regime ordinario. Bloccato l'aumento dell'aliquota contributiva.




Sono tante le novità che dal 2016 entreranno in vigore sulle partite Iva. La prima è più evidente che balza subito all'occhio è la cancellazione del vecchio regime dei minimi ovvero la sua inclusione in quelle unico forfettario. Quest'ultimo, in realtà, eredita molte delle caratteristiche dello stesso regime dei minimi in vigore fino a due anni fa e parzialmente ripristinato all'inizio di quest'anno. Ecco allora che l'aliquota rimane al 5% per i primi 5 anni a patto di rimanere al di sotto dei 30.000 euro di ricavi. Il tetto sale anche di 10.000 euro per le altre categorie di imprese. Cadono i vincoli di età per aderire al nuovo regime forfettario, ora aperto anche ai lavoratori dipendenti e pensionati.

Novità anche per le nuove start-up, a cui viene applicata l'aliquota al 5% (anziché al 10%) per 5 anni e non per più per 3. In tutti i casi non è prevista la compilazione degli studi di settore e né l'invio della comunicazione per lo spesometro. Non ci sono novità dal punto di vista previdenziale ovvero è stato rinviato l'aumento dell'aliquota che per il 2016 rimane ferma al 27,72%.

La tabella 2016 dei coefficienti per il calcolo dell'imponibile a cui applicare il 15% di imposta prevede il 40% con reddito massimo a 45.000 euro per industrie alimentari e delle bevande, il 40% con reddito massimo a 50.000 euro per commercio all'ingrosso e al dettaglio, il 40% con reddito massimo a 40.000 euro per commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande, il 54% con reddito massimo a 30.000 euro per commercio ambulante di altri prodotti, l'86% con reddito massimo a 25.000 euro per costruzioni e attività immobiliari, il 62% con reddito massimo 25.000 euro per intermediari del commercio, il 40% con reddito massimo a 50.000 euro per servizi di alloggio e ristorazione, il 78% con reddito massimo a 30.000 euro per attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, il 67% con reddito massimo a 30.000 euro per altre attività.

Per quanto riguarda le partite Iva a regime ordinario, vengono previsti: congedi parentali e nuove regole a tutela della proprietà intellettuale, la sospensione del versamento di tasse e contributi per chi è affetto da gravi patologie, la completa deducibilità delle spese di formazione. In qualche modo sono ripresi alcuni dei punti suggeriti da Acta, associazione di rappresentanza dei professionisti del terziario avanzato, come il blocco definitivo dell'aliquota previdenziale, la maggior tutela di maternità e paternità, la tutela della malattia, l'equa pensione per tutti, l'equo compenso, la tutela dei tempi di pagamento, l'equità fiscale per il lavoro autonomo, la simmetria di diritti nei rapporti con lo Stato, l'aggiornamento delle norme fiscali alla realtà del nuovo lavoro autonomo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il