BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie obbiettivi di chi ha sempre lavorato per cambiamenti sembrano minori di quota 100, quota 41, mini pensioni

Nuovo orientamento del presidente della commissione dedicata alla pensioni di Montecitorio e ultime notizie su possibili cambiamenti nel 2016




Nuovi cambiamenti pensioni da organizzare in una logica “costruttiva e di confronto parlamentare”: questo il nuovo orientamento del presidente della commissione dedicata alla pensioni di Montecitorio che fino ad una settimana fa sembrava convinto di proporre cambiamenti importanti come almeno un metodo di prova, tra i due di versione di quota 100 con penalizzazioni e mini pensioni, assegno universale con mini pensione ed estensione del contributivo donna anche agli uomini ma sempre accompagnata dalla mini pensione.
 
Le due versioni di quota 100 ne prevedono una di quota 100 con mini pensione per alleggerire le penalizzazioni al 12% e uno di quota 100, sempre con penalità del 12%, ma uscita a 64 anni e non più a 60; l’assegno universale con la mini pensione, che permetterebbe al lavoratore che in età avanzata resta senza lavoro e a cui mancano tre anni dal raggiungimento della pensione normale di uscire prima percependo un assegno di circa mille euro e che, una volta maturati i normali requisiti pensionistici, dovrà essere in parte restituito; e l’estensione del contributivo anche agli uomini e sempre con una mini pensione per alleggerire le penalizzazioni previste a carico del lavoratore che decide di uscire prima e che si aggirano intorno al 25, 30%.

Ultimamente però il presidente sembra aver cambiato orientamenti e ha parlato della possibilità di prorogare la cancellazione delle penalità per chi decide di uscire prima per precoci e usuranti ma non ha più fatto riferimento a un nuovo metodo di prova, alla eliminazione del blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni dal 2017 e alla cancellazione delle ricongiunzioni onerose e della semplificazione del cumulo. Si tratta di cambiamenti che dipendono probabilmente dalle nuove priorità di lavoro del’esecutivo che da sempre pone le pensioni in secondo piano rispetto ad altri provvedimenti prioritari e che, sostenendo la posizione anche di altri esponenti del Pd, dimostrano una sorta di rassegnazione al rinvio delle novità pensioni, così come del resto annunciato da altri autorevoli esponenti dell’esecutivo già nelle scorse settimane.

La speranza ora è che effettivamente si lavori in maniera concreta sulle pensioni e sulla revisione dei requisiti di uscita dal lavoro nel 2016, senza rimandare ulteriormente soluzioni universali che si stanno rendendo sempre più urgenti e necessarie.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il