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Pensioni ultime notizie i tanti nuovi ostacoli apparsi e le poche novità positive per quota 100, assegno universale, mini pensioni

Nuove situazioni inaspettate potrebbero ancora ostacolare l’approvazione di novità pensioni, ma restano ancora speranze di cambiamenti: quali le novità possibili?




Mentre il presidente dell’Istituto Previdenziale rilancia sulla necessità di un contributo di solidarietà e sul taglio dei vitalizi dei politici, e le misure del suo progetto per cambiare le pensioni sono ampiamente condivise e sostenute da magistratura ed esecutivo, le ultime notizie dalle riprese discussioni a Montecitorio, dove si sperava si potesse arrivare alla definizione si soluzioni pensioni condivise, non sono buone. I relatori avevano rimandato la questione pensioni, insieme alle altre più spinose, a Montecitorio, proprio nella speranza di riuscire ad attuare cambiamenti concreti, a partire dall’approvazione di uno dei metodi in prova, ma gi ultimi inaspettati eventi stanno rendendo sempre più difficile riuscire ad arrivare a novità pensioni nel breve periodo.

Dalla sospensione dei fondi extra deficit per l’immigrazione concessi dall’Europa, che si è riservata nuove valutazioni per l’Italia per la prossima primavera, ma che l’esecutivo italiano potrebbe anche decidere di impiegare subito, anche se essendo fondi temporanei dovrebbero essere usati per cambiamenti temporanei come i metodi in prova piuttosto che per la riduzione delle tasse, ormai, tra l’altro rimandata al 2017 dallo stesso premier, al nuovo miliardo stanziato per la sicurezza, imposto all’indomani degli attentati di Parigi dello scorso 13 novembre, ai nuovi stanziamenti per la cultura, al nuovo bonus da 80 euro per le Forze dell’Ordine, alle nuove indicazioni da parte di alcuni relatori che iniziano a parlare di cambiamenti minimi per le pensioni visto le vere novità potranno essere messe a punto solo nei prossimi mesi, si tratta dei nuovi grandi ostacoli da superare per arrivare ad una concretezza di lavoro sulle pensioni.

Più passa il tempo, dunque, più è chiaro come a bloccare la realizzazione di ogni novità sia sì la mancanza di risorse economiche ma connessa alla necessità di impiego di soldi in provvedimenti prioritari rispetto alle pensioni. Una speranza, però, per continuare a lavorare sulle pensioni potrebbe arrivare dal nuovo monito del Ministero dell’Economia secondo cui la Commissione europea dovrebbe aprire ad una maggiore flessibilità non soltanto per la questione migranti ma anche alla luce delle nuove esigenze sicurezza dopo gli accadimenti di Parigi. Ma non solo.

Anche la pressione dei partiti, compresi gli stessi oppositori interni del Pd, che minacciano strane alleanze potrebbe rappresentare un fattore di apertura a lavori pensionistici portare avanti nel breve periodo. Resta da capire quali cambiamenti potrebbero essere approvati, se minimi, come ritengono i relatori, o importanti, anche se improbabili, come invece dovrebbero, considerando che le pensioni andrebbero cambiate entro l’anno visto che dal primo gennaio 2016 i requisiti per l’uscita diventeranno ancor più rigidi e l’età pensionabile salirà dai 66 anni e tre mesi ai 66 anni e sette mesi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il