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Pensioni ultime notizie finora è mancata una condizione fondamentale senza la quale non si può fare nulla

Per riuscire a realizzare novità pensioni concrete serve quella volontà politica che sembra ancora mancare: quali i segnali positivi da dimostrare?




Sono stati rimandati alla settimana che sta per aprirsi i termini di presentazione dei cambiamenti ufficiali anche per la definizione di novità pensioni. E crescono le speranze di vedere approvate misure che rivedano le attuali norme pensionistiche, ma manca ancora una cosa fondamentale, vale a dire la volontà dell’esecutivo di agire effettivamente sul capitolo pensioni. Sono state diverse fino ad oggi le proposte avanzate dai diversi partiti politici, diverse anche quelle arrivate dalle forze sociali, sempre bloccate o rimandate a causa della mancanza di risorse economiche necessarie. Almeno questa è sempre stata la motivazione addotta, giustificazione che, in realtà, non è poi così vera, soprattutto alla luce delle ultime notizie.

Dopo aver attuato piani per recuperare le risorse economiche necessarie per l’abolizione della Tasi sulla prima casa, dopo aver recentemente stanziato per un miliardo per la sicurezza e nuovi soldi per sostenere la cultura e per l’erogazione del bonus di 80 euro anche alle Forze dell’Ordine, nonché fondi per l’acquisto di nuovi caccia, spese che, al contrario, avrebbero dovuto essere tagliate, è chiaro come se l’esecutivo ha intenzione davvero di lavorare su alcune questioni, riesce sempre e comunque a farlo.

Aver messo nuovamente in secondo piano le pensioni dimostra, al contrario, come forse l’esecutivo non abbia ancora il coraggio di cambiare l’attuale legge che comunque p l’unica che riesce ancora a garantire sostenibilità finanziaria ed è l’unica capace di assicurare ben 80 miliardi di euro di risparmi fino al 2021, secondo le stime fatte. E’ chiaro, dunque, come per agire con cambiamenti sia necessario innanzitutto mettere a punto soluzioni alternative ma altrettanto valide, ed è proprio questa necessità che sta facendo da mesi discutere e che pone come condizione principale per l’approvazione di provvedimenti che mirano ad abbassare l’età pensionabile le penalizzazioni, sempre a carico del lavoratore.

Per dare comunque un segnale forte, alla luce delle difficoltà economiche che impediscono ancora la realizzazione di nuove misure per le pensioni, l’esecutivo potrebbe quanto meno approvare la legge delega collegata al testo ufficiale, riprendendo l'ordine del giorno di palazzo Madama e dimostrando di essere pronto a riaprire le discussioni in tempi certi per la definizione di soluzioni per tutti. E se non dovesse arrivare nemmeno questa legge delega, allora sarebbe sempre più difficile riuscire davvero a far qualcosa e soprattutto nel breve periodo.
 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il