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Pensioni ultime notizie quota 100, assegno universale, mini pensioni nuove indicazioni ufficiali Istituto Previdenza in Parlamento

Nuove indicazioni progetto pensioni dell’Istituto di Previdenza dallo stesso presidente e chiarimenti su pensioni d’oro e contributi




Il presidente dell’Istituto Previdenziale è stato ascoltato in Parlamento dove ha tenuto un nuovo discorso sulla necessità di cambiamento delle pensioni, sull’urgenza di novità per rivedere l’attuale sistema previdenziale, che va decisamente risistemato per garantire maggiore equità e tutti e per renderlo più sostenibile, ma anche sulle possibilità di nuove misure in una seconda fase, misure che dovrebbero essere però destinate a tutti i lavoratori, partendo dai precoci e dagli usuranti che sono stati i maggiori penalizzati dalle norme oggi in vigore. Si tratta di lavoratrici e lavoratori con 40 anni di contribuzione che possono andare in pensione da subito a qualsiasi età e senza alcuna ulteriore penalizzazione.

Dopo aver poi ribadito la necessità di separazione tra spesa assistenziale e spesa previdenziale, così come l'importanza della cultura contributiva, il presidente dell'Istituto ha precisato cosa intende per pensioni d'oro, spiegando che nel progetto presentato non si fa alcun riferimento alle pensioni d’oro in particolare, ma ad una serie di proposte di cambiamento che spaziano dall’assistenza, all’uscita anticipata, alle ricongiunzioni non onerose, all'armonizzazione dei trattamenti per alleggerire il debito pensionistico che graverebbe sulle generazioni futuro.

Per il presidente dell'Istituto, i provvedimenti di armonizzazione dovrebbero passare attraverso due strade: guardare alla differenza tra i trattamenti percepiti e i contributi effettivamente versati durate la propria vita lavorativa, in modo da garantire equità intergenerazionale; e valutare l'ammontare delle pensioni, importante soprattutto per la definizione di misure eventualmente assistenziali per gli assegni più bassi.

E in virtù di una maggiore equità il presidente ha parlato di un intervento graduale e progressivo per coloro che percepiscono pensioni da 3.500 euro in sù, dai 5mila euro in su e oltre i 5mila euro. Ma non si tratterebbe di applicare un contributo così come detto quanto piuttosto un blocco all’indicizzazione dei loro trattamenti fino al raggiungimento dell’equità auspicata. E il blocco sarebbe modulato in base al valore di quanto percepito e le riduzioni sarebbero dell'ordine dell'8% fino al massimo del 12%. Stesso principio sarebbe applicato ai vitalizi, per cui verrebbe applicato un vero e proprio ricalcolo e le riduzioni potrebbero arrivare in questo caso anche al 60%.  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il