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Rinnovi contratti statali, stipendi aumento e bonus 80 euro forze ordine, polizia, vigili, militari, carabinieri: novità settimana

Nell'ambito della riforma della pubblica amministrazione, la principale novità è rappresentata dal bonus di 80 euro per le forze dell'ordine.




Non c'è ancora comunanza di vedute tra esecutivo e sindacati in merito allo sblocco del contratto degli statali. L'aumento ci sarà dopo sei anni di congelamento, ma Palazzo Chigi intende concedere non più di circa 10 euro lordi a testa mentre i rappresentati dei lavoratori pretendono un adeguamento più consistente. Quasi a compensazione degli sforzi supplementari delle forze dell'ordine che lavorano sulla strada, dai poliziotti ai carabinieri, dai vigili ai militari, il premier ha annunciato un settimana l'erogazione di un bonus di 80 euro dai contorni da definire sia in relazione ai destinatari e sia alle tempistiche di applicazione della misura.

A ogni modo, i punti in comune con il bonus adesso in vigore dovrebbero essere molti. Attualmente il riconoscimento è previsto in via automatica e viene erogato senza alcuna richiesta esplicita da parte dei beneficiari. Le somme percepite dai lavoratori a titolo di cassa integrazione, indennità di mobilità o di disoccupazione costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti e sono inclusi nel conteggio di quanto percepito nel corso dell'anno. Se un lavoratore ha due rapporti di collaborazione,i due sostituti d'imposta riconoscono il credito in via automatica anche se non ne avrebbe diritto. In questo caso il contribuente dovrà comunicarlo ai due sostituti d'imposta.

A beneficiarne solo per ora i titolari di reddito di lavoro dipendente e di alcuni redditi assimilati la cui imposta lorda è superiore alle detrazioni da lavoro. Il credito spetta anche a chi non è fiscalmente residenti fiscalmente in Italia purché non sia imponibile per via di convenzioni contro le doppie imposizioni o di altri accordi internazionali. Le somme percepite dai lavoratori a titolo di cassa integrazione guadagni, indennità di mobilità e di disoccupazione sono considerati proventi conseguiti in sostituzione di redditi di lavoro dipendente e quindi fanno parte della categoria di quelli sostituiti. Il sostituto d'imposta riconosce il credito in maniera automatica sulla base dei dati a disposizione.

Il bonus non dovrebbe concorrere alla formazione del reddito per cui le somme percepite non sono imponibili ai fini delle imposte sui redditi, comprese le relative addizionali regionale e comunale. A questo punto, rimangono esclusi dal beneficio sia gli incapienti ovvero i lavoratori che guadagnano meno di 8.000 euro l'anno, sia i pensionati, qualunque sia l'importo dell'assegno mensile, sia le partite Iva, qualunque sia il regime di adesione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il