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Pensioni ultime notizie le prospettive e novità attese per questo mese positive e negative

Sono tantissime le novità presentate in questi ultimissimi giorni anche per le pensioni: quali le prospettive per il mese di dicembre e situazione attuale




Sono tantissime le novità presentate in questi ultimissimi giorni e per cui si concluderanno le discussioni in settimana, cambiamenti che interessano ovviamente anche le pensioni, anche se il quadro generale ad oggi è piuttosto confuso e questo ultimo mese di dicembre, che condurrà all'approvazione definitiva dei provvedimenti nuovi dell'esecutivo, si apre con alcune contraddizioni. Mancano ancora, infatti, contrariamente rispetto a quanto ci si attendeva, i cambiamenti sulle pensioni da parte dei relatori, sia migliorativi sia di uno dei metodi in prova che si voleva far approvare subito tra i due piani di quota 100, l'assegno universale con mini pensione e l'estensione del contributivo donna anche agli uomini e sempre accompagnata dalla mini pensione che, in ogni caso, servirebbe per alleggerire le penalizzazioni previste.

Le ultime notizie riguardano essenzialmente le novità avanzate dalla Lega, che ha presentato un cambiamento basato sulla quota 100, dal Movimento 5 Stelle, che ha avanzato un progetto simile sull'uscita prima e uno sull'assegno universale, e da Ncd per migliorare la staffetta ibrida rendendola più vantaggiosa sia per i cittadini che per le imprese.

Alla luce delle ultime notizie non certo positive, dunque, ci sono ancora due diversi filoni in cui sperare che vengano approvate novità importanti sulle pensioni. Innanzitutto le discussioni della seconda fase con i cambiamenti attesi dai relatori, cambiamenti che potrebbero arrivare anche fino alla fine ma che sono stati richiesti entro domani in modo da permettere discussioni più approfondite prima di arrivare all’esame legislativo e finanziario per il voto che dovrebbe iniziare nella seconda settimana di dicembre e che si preannuncia come l’ostacolo più difficile da superare.

Da sempre, infatti, ciò che blocca la realizzazione di cambiamenti pensionistici concreti è la scarsa disponibilità di soldi, più volte ribadita dai tecnici, e che ci si auspica di poter superare ora, anche se non sembra particolarmente semplice. Le risorse, infatti, mancano ancora, o meglio, mancano per provvedimenti sulle pensioni, considerando che vengono facilmente reperite per altri cambiamenti. In mancanza di novità pensioni, che potrebbero certamente rappresentare una mossa vincente dell’esecutivo in vista soprattutto delle prossime elezione, il secondo filone riguarda l’approvazione, dovuta, della legge delega collegata al testo ufficiale che dimostrerebbe comunque l’impegno, obbligatorio, ad approvare novità nel breve periodo.

La legge delega rappresenterebbe la volontà di agire in maniera concreta, ma al momento non c'è traccia. Per ricostruire, comunque, il quadro delle novità pensioni che potrebbero essere attuate, basta ripercorrere le varie dichiarazioni di autorevoli esponenti dell’esecutivo, anche se non c’è certezza che il tutto venga rimandato a qualche mese potrebbe arrivare anche tra due anni, come indicato da alcuni tecnici o inserito nella stessa agenda di lavoro del premier.

Ciò che al momento è però certo è la speranza che in mancanza di cambiamenti che soddisfino le richieste di forze politiche e sociali possano almeno essere bloccate in questo mese di dicembre le novità, negative, che dovrebbero scattare dal prossimo primo gennaio, a partire dall’aumento dell’età pensionabile che, per effetto adeguamento all’aspettativa di vita Istat come previste dalle attuali norme, passerà da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi, per cui si dovrà lasciare il lavoro ancora quattro mesi più tardi, al taglio del fondo per precoci e usuranti, da aumentare, invece, al nuovo blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni. Si tratta di un altro cambiamento negativo, che scatterà nel 2017 per le pensioni più alte ma nel 2016 tutte le pensioni potrebbero, invece, non subire alcun aumento adeguata all’inflazione, perché attestatasi sotto lo zero e ciò significa non soltanto che le pensioni il prossimo anno non saranno soggette ad aumenti ma che rischiano addirittura di subire decurtazioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il