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Pensioni ultime notizie da audizione ufficiale INPS in Parlamento per le novità nella seconda fase della manovra

Nuove indicazioni sui cambiamenti delle pensioni fornite ancora una volta dal presidente dell’Istituto di Previdenza: cosa prevedono le novità e chiarimenti




Sta per aprirsi un mese cruciale per capire se le novità pensioni auspicate nel corso di anno troveranno effettivamente realizzazione o meno. La situazione alla luce delle ultime notizie non è poi così positiva, considerando che tante delle novità attese, a partire dai cambiamenti dei relatori, non sono state ancora presentate e che non esiste ancora una soluzione condivisa da parte di tutti i partiti ma si continua a oscillare tra nuovi metodi in prova da approvare subito, miglioramento della staffetta per renderla più conveniente per imprese e lavoratori, legge delega che impegnerebbe l’esecutivo a riprendere in tempi certi le discussioni sulle pensioni per arrivare, finalmente, a soluzioni concrete per tutti.

Intanto, a fornire ulteriori indicazioni su come potrebbero cambiare pensioni e sistema previdenziale è stato ancora una volta il presidente dell’Istituto Previdenziale, ascoltato in Parlamento dove ha parlato di cambiamento delle pensioni, urgenza di novità per rivedere l’attuale sistema previdenziale per garantire maggiore equità e tutti e per renderlo più sostenibile, ma anche di nuove misure per tutti in una seconda.

Dopo aver parlato dell'importanza della cultura contributiva, il presidente dell'Istituto ha precisato che nel progetto presentato all’Istituto non si fa alcun riferimento diretto alle pensioni cosiddette d’oro, ma si parla una serie di cambiamenti che spaziano dall’assistenza, all’uscita anticipata, alle ricongiunzioni non onerose, all'armonizzazione dei trattamenti per alleggerire il debito pensionistico che graverebbe sulle generazioni futuro.

Innanzitutto, per il presidente dell'Istituto, i provvedimenti di armonizzazione dovrebbero passare da due strade: guardare alla differenza tra i trattamenti percepiti e i contributi effettivamente versati durate la propria vita lavorativa, in modo da garantire equità intergenerazionale; e valutare l'ammontare delle pensioni, importante soprattutto per la definizione di misure eventualmente assistenziali per gli assegni più bassi.

Il presidente ha quindi spiegato l’intervento graduale e progressivo per coloro che percepiscono pensioni da 3.500 euro in sù, dai 5mila euro in su e oltre i 5mila euro. Ma non si tratterebbe di applicare un contributo così come detto quanto piuttosto un blocco all’indicizzazione dei loro trattamenti fino al raggiungimento dell’equità auspicata. E il blocco sarebbe modulato in base al valore di quanto percepito e le riduzioni sarebbero dell'ordine dell'8% fino al massimo del 12%. Stesso principio sarebbe applicato ai vitalizi, per cui verrebbe applicato un vero e proprio ricalcolo e le riduzioni potrebbero arrivare in questo caso anche al 60%.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il