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Bonus 80 euro forze dell'ordine carabinieri, polizia, vigili 2016: nuovi chiarimenti Governo Renzi da quando,calcolo,come funziona

Una delle principali novità che potrebbe arrivare con il 2016 è il bonus 80 euro per le forze dell'ordine. C'è sempre il nodo delle coperture economiche.




Al centro dell'attenzione c'è anche la questione del bonus 80 euro per le forze dell'ordine che il presidente del Consiglio ha promesso per il 2016. E in effetti i punti da chiarire sono tanti, a iniziare da beneficiari di questa misura. Quella di forze dell'ordine è una categoria piuttosto generica. Va quindi precisato se, come si immagina, saranno coinvolti carabinieri, polizia, vigili ed esercito. Poi, dettaglio evidentemente non di poco conto, c'è da capire chi riceverà questo bonus ovvero quali saranno le fasce di reddito. E poi, da quando effettivamente entrerà in vigore il provvedimento? Sin dai primi mesi del prossimo anno oppure nel corso del 2016.

C'è sempre una situazione economica da tenere sotto controllo, soprattutto dopo la possibile revisione delle stime di crescita da parte del Ministero dell'Economia in seguito agli attentati terroristici che avrebbero minato la fiducia degli italiani e la propensione a spendere anziché a risparmiare. Se il bonus di 80 euro per le forze dell'ordine dovesse finire per fare coppia con quello attualmente in vigore, resterebbero di fatto esclusi chi guadagna più di 1.500 euro netti al mese; gli incapienti ovvero chi ha un reddito inferiore a 8.000 euro annui; i disoccupati; per i liberi professionisti e i lavoratori autonomi, qualunque sia il fatturato; i pensionati, al di là dell'importo mensilmente percepito.

A beneficiarne solo per ora i titolari di reddito di lavoro dipendente e di alcuni redditi assimilati la cui imposta lorda è superiore alle detrazioni da lavoro. Il credito spetta anche a chi non è fiscalmente residenti fiscalmente in Italia purché non sia imponibile per via di convenzioni contro le doppie imposizioni o di altri accordi internazionali. Per quanto riguarda i premi di risultato erogati in anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro, non vanno considerati quelli compresi in periodi di lavoro per i quali si è già fruito delle detrazioni.

Stando alle norme in vigore, se un lavoratore ha due rapporti di collaborazione, per i quali è previsto un compenso rispettivo di 12.000 e 18.000 euro, i due sostituti d'imposta riconosceranno il credito in via automatica anche se non ne avrebbe diritto. In questo caso il contribuente dovrà comunicarlo ai due sostituti d'imposta. L'Agenzia delle entrate ha specificato che il credito spetta anche ai lavoratori deceduti in relazione al loro periodo di lavoro e sarà calcolato nella dichiarazione dei redditi presentata dagli eredi. Al fine di verificare il limite di 26.000 euro si devono considerare anche i redditi assoggettati a cedolare secca.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il