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Pensioni ultime notizie per uscire prima nuovo sistema ufficiale in vigore aspettando quota 100, assegno universale, mini pensioni

In pensione prima attraverso la ricongiunzione dei contributi versati nelle diverse gestioni: come fare, per chi vale e come funziona




Oggi, martedì primo dicembre, continuano gli incontri e le riunioni della maggioranza per la definizione di novità pensioni importanti ma di cui al momento non vi è alcuna traccia ufficiale. Non ci sarebbe traccia, secondo le ultimissime notizie, nemmeno di quella legge delega che potrebbe effettivamente cambiare le cose, senza rischiare di essere bocciata e senza richiedere impiego di soldi. Rappresenterebbe però agli occhi dei cittadini l’impegno ufficiale dell’esecutivo a definire soluzioni universali e definitive in tempi certi, come del resto già accaduto per riforma del Lavoro, della Scuola e della P.A. E c’è attesa per i cosiddetti metodi in prova che si pensava di approvare subito, dall’assegno universale con mini pensione, alle due versioni di quota 100, all’estensione del contributivo donna anche agli uomini, ma sempre accompagnati dalla mini pensione.

Nell’attesa, però, di scoprire quali saranno i reali cambiamenti pensionistici e soprattutto quando arriveranno, e se ci saranno, almeno nel breve periodo almeno miglioramenti delle misure già approvate, vi è già una novità. Si tratta di un nuovo metodo per uscire prima già in vigore e che potrebbe anticipare metodi in prova o altre soluzioni di uscita prima dal lavoro per tutti, vale a dire il ricongiungimento dei contributi versati in diverse gestioni previdenziali, sistema che permette, da una parte, di accumulare i contributi versati in modo da poter lasciare prima il lavoro, ma dall’altra comporta anche dei costi che sarebbe bene verificare prima di procedervi per capire se sia conveniente, ma anche la totalizzazione che, invece, costi non ne prevede.

In particolare, lo scorso novembre, l’Istituto di Previdenza ha spiegato con una circolare che il lavoratore iscritto alla gestione separata che ha versato altri contributi in differenti gestioni, ad eccezione dei versamenti nelle casse dei liberi professionisti, può chiedere il pensionamento attraverso il computo o totalizzazione, dei contributi versati nelle varie gestioni, precisando che se i requisiti per il pensionamento risultano maturati prima dell’entrata in vigore dell’attuale legge, si potrà andare in pensione con i requisiti allora vigenti.

I requisiti sono di 42 anni e sei mesi di contribuzione per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne, indipendentemente dall’età, oppure 20 anni di lavoro e 63 anni e tre mesi di età. Unico neo di questo meccanismo è che, sommando di diversi contributi versati, il calcolo dell’intera pensione sarà effettuato con il metodo contributivo, decisamente meno vantaggioso del retributivo o del sistema misto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il