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Riforma pubblica amministrazione, sblocco stipendi statali,rinnovo contratti,bonus 80 euro forze dell'ordine: dichiarazioni Padoan

Palazzo Chigi non si muove da quei 300 milioni di euro che è disposto a investire per sbloccare il rinnovo dei contratti degli statali.




Continua a essere la riforma della pubblica amministrazione al centro dell'attenzione anche per la questione del rinnovo dei contratti degli statali. Non è certo una novità il muro contro muro che vede l'esecutivo da una parte e le organizzazioni sindacali all'altra. Al centro del contendere ci sono le risorse da stanziare per eseguire la sentenza dell'Alta Corte che ha imposto di scongelare i contratti. Il punto è che oltre i 300 milioni di euro, che corrisponderebbero a circa 10 euro in più in busta paga, l'esecutivo non vuole andare. La conferma è arrivata dalla recenti dichiarazioni attorno al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, secondo cui non possono essere previsti ulteriori stanziamenti, a meno di trovarli con un improbabile autofinanziamento.

Solo pochi giorni prima, il custode dei conti pubblici italiani aveva spiegato come non è da escludere una revisione al ribasso delle previsioni di crescita del Pil, fissata al 9%. Per il premier non è una questione di decimali, ma secondo il ministro dell'Economia i recenti attentati terroristici di Parigi potrebbero avere un ripercussione sulla fiducia degli italiani. D'altronde, ha argomentato al Corriere della Sera, "quando si fa una previsione c'è sempre il rischio di doverla rivedere al rialzo o al ribasso. Non dimentichiamoci che influisce anche un rallentamento delle economie di altri Paesi, cominciato ben prima degli attentati".

In ballo c'è poi il bonus di 80 euro per le forze dell'ordine di cui a breve dovrebbero essere resi noti tutti i dettagli in merito ai beneficari, al calcolo e al funzionamento. Dovrebber avere molti punti in comune con il bonus che adesso coinvolge i contribuenti il cui reddito complessivo è formato dai redditi di lavoro dipendente, dai redditi assimilati ovvero i compensi percepiti dai lavoratori soci delle cooperative, le indennità e i compensi percepiti a carico di terzi dai lavoratori dipendenti per incarichi svolti in relazione a tale qualità, le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio, premio o sussidio per fini di studio o addestramento professionale.

A proposito di pubblica amministrazione, c'è una novità di cui tenere conto ed è la pronuncia dell'Alta Corte sull'applicazione della riforma della'articolo 18, quello sul licenziamento, anche ai dipendenti pubblici. Ebbene, la sentenza è favorevole: «È innegabile che il nuovo testo dell'art. 18 della legge n. 300/70, come novellato dall'art. 1 legge n. 92/12, trovi applicazione ratione temporis al licenziamento per cui è processo e ciò a prescindere dalle iniziative normative di armonizzazione previste dalla legge cosiddetta Fornero di cui parla l'impugnata sentenza". A detta dei giudici proprio perché la riforma dell'articolo 18 deve considerarsi esteso al lavoro pubblico, "assorbe la questione di legittimità costituzionale".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il