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Bancomat e carte di credito obbligatorie negozi e professionisti con multe, sanzioni. Come funziona nuova legge Governo Renzi 2016

Con le nuove regole la moneta elettronica potrebbe sostituire quasi del tutto il contante. Si punta a eliminare il minimo dei 30 euro.




Accelerazione sull'utilizzo della moneta elettronica attraverso carte di credito e bancomat. Sergio Boccadutri, responsabile innovazione del Partito democratico in commissione Bilancio a Montecitorio, ha ieri presentato un cambiamento alla manovra che mira a cancellare il tetto dei 30 euro sotto il quale si potevano rifiutare i pagamenti digitali, introduce sanzioni per chi non rispetta la norma e taglia le commissioni per le microtransazioni fino ai 5 euro. Secondo il testo, i gestori delle carte di pagamento devono definire entro il primo aprile 2016 le regole e le misure contrattuali, anche di trasparenza, per regolare i micropagamenti e le commissioni.

Se non si adegueranno, scatterà il limite legale dei 7 millesimi per i pagamenti con carte di debito e di 1 centesimo per quelli con carte di credito. Viene quindi modificata la norma, approvata meno di un annom che permetteva ai negozianti di rifiutare i pagamento con il Pos per importi inferiori a 30 euro. A giudizio di Confesercenti, "un maggiore uso della moneta elettronica sarebbe senz'altro positivo, perché diminuirebbe i rischi e i costi connessi alla gestione del contante e andrebbe nella direzione di una maggiore possibilità di scelta da parte dei cittadini". Un parere positivo è arrivato anche dal Codacons: la notizia è stata accolta positivamente.

Secondo Carlo Rienzi, presidente dell'associazione dei consumatori, "sul fronte dei pagamenti con carte, l'Italia è il fanalino di coda d'Europa. Mentre all'estero è consuetudine oramai da anni pagare anche il caffè con il bancomat, nel nostro Paese si registrano resistenze". Se la norma verrà approvata sarà alzato da 1.000 a 3.000 euro il limite di utilizzo del contante. Contro questa possibilità alcuni deputati della minoranza Partito democratico hanno presentato un cambiamento, sottoscritto anche dall'ex segretario del partito Pierluigi Bersani con primo firmatario Gianni Cuperlo.

In questo contesto, dalle istanze per l'utilizzo della voluntary disclosure per regolarizzare i capitali detenuti all'estero, emerge un gettito per circa 3,8 miliardi di euro, al netto degli interessi. Proprio ieri il ministero dell'Economia ha reso una prima valutazione dopo che lunedì si sono chiusi i termini per l'adesione alla procedura di collaborazione volontaria. La cosiddetta voluntary disclosure è volta a regolarizzare i capitali posseduti all'estero dai contribuenti italiani. L'Agenzia delle entrate ha comunicato al Ministero dell’Economia il gettito riferibile alle istanze presentate.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il