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Aumento busta paga 80 euro polizia, carabinieri, vigili, esercito: continua iter manovra seppur non mancano proteste

Scatterà il prossimo anno il bonus di 80 euro per le forze dell'ordine, ma restano da chiariri beneficiari e soglie di reddito.




C'è incertezza sul bonus di 80 euro nelle buste paga 2016 delle forze dell'ordine. Non tanto sull'effettiva concretizzazione di questo annuncio, ma per i tanti aspetti da chiarire. In prima battuta non è chiaro chi saranno gli effettivi beneficiari. Il presidente del Consiglio ha parlato piuttosto genericamente, spiegando che i primi a essere coinvolti saranno coloro che lavorano in strada. Appare quindi verosimile credere che sarà il turno di carabinieri, polizia, militari dell'esercito e vigili. Il secondo nodo da sciogliere è quello delle fasce di reddito. Quali saranno soglie minime e massime per averne diritto? A breve se ne saprà comunque di più, nonostante le proteste su questa indeterminatezza.

Resta poi da scoprire quale sarà il primo mese del bonus di 80 euro. In linea teorica potrebbe finire già nelle buste paga dei primi mesi del prossimo anno. Occorre però verificare con attenzione la copertura economica, anche alla luce della possibile revisione verso il basso delle stime di crescita del Pil, e i tempi tecnici di applicazione. Non solo, ma al pari di quanto è successo un anno fa, il premier potrebbe effettuare anche un ragionamento elettorale e far partire il bonus a ridosso delle importanti elezioni amministrative di primavera che coinvolgeranno, tra le altre, le città di Milano, Roma e Napoli. Dando uno sguardo generale al panorama italiano, a essere tagliati fuori rimarrebbero pensionati, incapienti e partite Iva.

Lo scorso anno il bonus in busta paga è arrivo a maggio e ha coinvolto i lavoratori dipendenti e assimilati con un reddito fra 8.000 e 26.000 lordi annui. Tutti loro lo hanno ricevuto in modo automatico, senza la necessità di effettuare alcuna domanda. Per redditi di lavoro assimilati si intendono i compensi percepiti dai lavoratori soci delle cooperative, le indennità e i compensi percepiti a carico di terzi dai lavoratori dipendenti per incarichi svolti in relazione a tale qualità.

E ancora, le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio, premio o sussidio per fini di studio o addestramento professionale, i redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, le remunerazioni dei sacerdoti, i compensi per lavori socialmente utili in conformità a specifiche disposizioni normative. Come messo nero su bianco sul decreto del governo Renzi, il bonus non contribuisce alla formazione del reddito: le somme percepite a tale titolo non sono imponibili ai fini delle imposte sui redditi, comprese le relative addizionali regionale e comunale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il