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Pensioni novità dopo dati disoccupazione giovanili sempre più necessari quota 100, mini pensioni, riforma: ultime oggi venerdì

Gli ultimi dati sulla disoccupazione dimostrano la necessità di novità pensioni, sempre più tesi i rapporti tra Turchia e Russia, e novità in arrivo per riordino enti locali




NOVITA' PENSIONI ULTIME NOTIZIE (AGGIORNAMENTO ore 15:52 oggi venedì 4 Dicembre): Appare sempre più evidente come siano necessarie delle novità sulle pensioni per contrastare il fenomeno delle disoccupazione giovanile che come riportano le ultime notizie e ultimissime rimane sempre molto alte e continua a crescere. E le soluzioni come quota 100 o le mini pensioni ci sono già sia nei piani organici che sono trapelati ma dei quali non si capiscono bene ancora le tempistiche che per quanto riguarda i cambiamenti in prova da approvare subito nella seconda fase che si sta svolgendo a Montecitorio. Ne abbiamo parlato nel paragrafo sotto dedicato.

Cresce ancora la disoccupazione giovanile in Italia, segno che servono effettivamente novità pensioni che rivedano le attuali norme. Sempre più tesi intanto, come dimostrano le ultime notizie, i rapporti tra Turchia e Russia all’indomani degli ultimi eventi accaduti e riordino finalmente in vista per gli enti locali con nuovi provvedimenti 2016.

Pensioni quota 100, mini pensioni: Sale la disoccupazione giovanile tra i 15 e i 24 anni ad ottobre al 39,8%, in aumento di 0,3 punti e la fascia più colpita è quella che va da 34 a 49 anni, che nell'ultimo triennio hanno registrato un calo dell'occupazione del 4,4%, cioè di 450mila unità. E sempre ad ottobre, è cresciuto il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni, cioè quelle persone che non  sono classificate come occupate o in cerca di occupazione: in un anno, infatti, il numero è aumentato di 196 mila unità (+1,4%) con un tasso di inattivi salito al 36,2%, in crescita di 0,1 punti su settembre e di 0,6 punti su ottobre 2014. Si tratta di numeri che mostrano la difficile situazione che si prospetta ai giovani per entrare nel mondo del lavoro anche e soprattutto a causa di un costante invecchiamento dello stesso mondo del lavoro.  Andando in pensione più tardi, infatti, esattamente come previsto dalle nuove norme, si liberano meni posti di lavoro, con un conseguente aumento della disoccupazione giovanile e comparti lavorativi in cui restano impiegate persone sempre più anziane. Questi ultimi dati dimostrano anche la necessità di approvare sistemi che possano effettivamente dare vita a turn over e ricambi generazionali a lavoro, sostenuti dall’approvazione di quei sistemi di uscita prima che permetterebbero ai lavoratori più anziani di andare in pensione prima, seppur a fronte di qualche penalizzazione, lasciando nuovi posti di lavoro ai più giovani. Questo meccanismo contribuirebbe al rilancio di produttività e competitività e, conseguentemente, dell’economia in generale. Probabilmente, sarebbe stato meglio se il miliardo di euro investito nella cultura fosse stato invece investito per un rilancio delle politiche attive per l’occupazione e per almeno un metodo sperimentale. Si tratta, tuttavia, di una scelta di investimento che dunque non dipende dalla mancanza di risorse economiche ma ancora una volta dalla volontà politica.

Riforma enti locali: Riordino di competenze e recupero di efficienza amministrativa negli Enti Locali: queste le novità in vista per il prossimo anno. Secondo quanto previsto, infatti, come riportato dal testo, le regioni e gli enti locali provvederanno ‘alla ricognizione delle proprie dotazioni organiche dirigenziali secondo i rispettivi ordinamenti, nonché al riordino delle competenze degli uffici dirigenziali, eliminando eventuali duplicazioni’. Si tratta di mettere a punto, dunque, un piano di riorganizzazione valutando attività e funzioni svolte e necessarie, sempre puntando alla massima efficienza. Tra le misure da adottare, probabilmente il decentramento amministrativo, dove l’ente locale si appoggi a circoscrizioni ubicate sul territorio.


Scontro Turchia-Russia: Sono sempre più tesi i rapporti tra Turchia e Russia soprattutto dopo le ultime notizie su legami della Turchia e del suo presidente e della sua famiglia con l’Isis. Secondo, infatti, il viceministro della Difesa russo, Anatoli Antonov,, “Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e la sua famiglia nonché le più alte autorità politiche della Turchia sono coinvolti nel business criminale del traffico illecito di petrolio proveniente dai territori occupati dall'Isis in Siria e in Iraq” e sempre secondo Antonov i proventi di questo traffico ammontano a due miliardi di dollari l'anno e la Turchia sarebbe “il consumatore principale di questo petrolio rubato ai proprietari legittimi della Siria e dell'Iraq”.  La Russia sostiene inoltre di aver individuato tre percorsi attraverso i quali il petrolio dell'Isis giunge in Turchia, ma l'intervento militare russo in Siria, dove i raid aerei hanno dimezzato i proventi del traffico illegale di petrolio da parte dell'Isis, hanno scombinato questo traffico. Dura è stata replica del presidente turco: “Nessuno può lanciare calunnie contro la Turchia sull'acquisto di petrolio dall'organizzazione terroristica Daesh. Nel momento in cui potranno provarlo mi dimetterò, come dovrebbero fare quelli che non possono provare le loro accuse”. Il Pentagono difende Ankara e il portavoce Warren ha dichiarato: “Rifiutiamo categoricamente l'idea che la Turchia stia lavorando con l'Isis. E' totalmente assurdo.La Turchia partecipa attivamente ai raid della coalizione contro i jihadisti”.

Riforma incentivi fotovoltaico: Sospesi ancora una volta gli incentivi per il fotovoltaico non a norma. Ed è caos e il M5S ha presentato un'interrogazione in cui si legge che ‘I proprietari di impianti fotovoltaici sono nel caos per l'ennesimo provvedimento mal programmato e mal predisposto che sta mettendo in difficoltà un settore già bistrattato e che invece dovrebbe anzi essere il fiore all'occhiello del nostro sistema di produzione energetico’. Il primo firmatario dell’interrogazione Davide Crippa fa riferimento al fatto che il Gestore sta sospendendo l’erogazione degli incentivi e l’efficacia delle convenzioni di Ritiro Dedicato e Scambio sul Posto nei confronti degli impianti di produzione di energia elettrica con potenza superiore a 6 kW. Gli incentivi servono per garantire maggiore stabilità e sicurezza agli impianti con potenze superiori a 6 kW, allacciati entro il 31 marzo 2012. Si tratta, cioè, di modifiche alla taratura dell'inverter e/o installazione di un dispositivo di interfaccia esterno. Per gli impianti più grandi i termini sono scaduti a giugno 2014, la scadenza per quelli tra i 6 e i 20 kW installati era il 30 aprile 2015, mentre quelli sotto i 6 kW sono esonerati dall'obbligo. Per ovviare alla sospensione, i parlamentari suggeriscono di provvedere alla registrazione sul portale ‘produttori’ del produttore e dell’impianto in questione, adeguare correttamente l’impianto alla normativa vigente e aggiornare la documentazione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il