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Mutui tasso fisso e variabili, prestiti personali, azioni, obbligazioni, conti deposito: cosa cambia con Qe Draghi dicembre 2015

Mario Draghi e la Banca centrale europea si apprestano a variare una nuova manovra forte per il rilancio dell'economia.




I nodi saranno sciolti oggi pomeriggio dopo la riunione del Consiglio dei governatori della Banca centrale europea. Mario Draghi oggi rivelerà le misure che saranno adottate per il rilancio dell'economia alla luce dei più recenti dati sull'inflazione nella zona euro: il raggiungimento dell'obiettivo del 2% è stato per ora fallito. Le ipotesi includono un aumento della quantità di titoli da comprare ogni mese e un ulteriore abbassamento del tasso sui depositi delle banche presso la Bce. Con questa manovra la Bce si attende il calo di rendimenti, il deprezzamento dell'euro e un aumento dell'inflazione ovvero del livello medio di prezzi.

Almeno nel medio periodo comporta il calo del costo dei mutui e dei debiti delle famiglie nei confronti delle banche. Di conseguenza dovrebbe aumentare lo stimolo alla spesa ovvero ai consumi per via della maggiore liquidità a disposizione. Verrebbe così rilanciata l'economia e allontanato il rischio di deflazione. Altri effetti sperati sono l'aumento della domanda dei titoli di debito, l'abbassamento del costo dei prestiti delle banche, la riduzione del costo dei bond, la maggiore convenienza dei beni prodotti in Eurozona. La volatilità dei mercati potrebbe però estendersi al reddito fisso, forse con un nuovo allargamento degli spread.

La prima e più citata opzione che la Banca centrale europea potrebbe adottare nella seduta di oggi è dunque un allungamento del Quantitative easing, l'immissione di nuova liquidità nel sistema economico, oltre la scadenza originaria di settembre 2016. L'estensione era già stata ipotizzata al momento del varo del primo piano, se l'inflazione non si fosse avvicinata al 2%. Attualmente l'inflazione è allo 0,1%. La misura comporterebbe automaticamente l'aumento dell'importo complessivo degli acquisti di titoli, oltre i 1.100 miliardi di euro preventivati. Gli analisti ipotizzano anche un aumento del ritmo mensile, oggi fissato a 60 miliardi di euro. A beneficiare della misura sarebbero prima il finanziario, le banche e l'energia, spinte da una ripresa della domanda del settore industriale e dei privati.

I titoli oggi compresi nel programma sono quelli emessi dai governi dell'area euro, le obbligazioni di agenzie e istituzioni europee, i corporate bond. La Banca centrale europea potrebbe includere i titoli emessi da altre agenzie, o da amministrazioni regionali e locali. Il tasso sui depositi delle banche presso la Banca centrale europea potrebbe scendere oltre l'attuale soglia negativa (-0,20%), in modo da rendere più costoso tenere le riserve parcheggiate. Gli analisti e i mercati scommettono su un taglio dello 0,10-0,15%.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il