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Pensioni ultime notizie per l'ennesima volta i dati disoccupazione mostrano come novità pensioni sono fondamentali

Sono le ultime notizie sul tasso di disoccupazione a far suonare l'ennesimo campanello di allarme sulla necessità di prevedere novità sulle pensioni.




Pensioni e lavoro viaggiano di pari passo. Non è una novità, certo, ma le ultime notizie riferiscono come occorra dare una svolta in tempo brevi. Il nuovo calo, il secondo consecutivo, registrato a ottobre sul tasso di occupazione è un altro campanello di allarme. Sono stati rilevati 39.000 occupati su base mensile rispetto a settembre. Diffondendo i dati provvisori sul mercato del lavoro, l'Istat ha chiarito che il calo è determinato dagli indipendenti, tra cui rientrano i lavoratori autonomi. E ha fatto notare che su base annua, invece, l'occupazione va su: più 75.000 persone (+0,3%). Che ci sia qualcosa che non funziona è dunque sotto gli occhi di tutti.

Ed è soprattutto sul versante delle pensioni che la situazione si fa ancora più critica. Nonostante le riforme e la crescita prevista dell'età pensionabile, "la sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico richiede ulteriori sforzi negli anni a venire". Lo si legge in un rapporto Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), secondo cui il valore degli assegni previdenziali è pari al 79,7% del salario netto contro un 63% della media Ocse. Il peso dei contributi è al 33%, il massimo nell'area, e anche la spesa pubblica per la previdenza è il doppio alla media. Le prospettive non sono dunque incoraggianti e se cambiamenti saranno, non potranno essere nel breve periodo.

Inevitabile che le simulazioni dell'Inps per il futuro siano nere: chi oggi ha 35 anni prenderà nell'intera vita pensionistica in media un importo di circa il 25% inferiore a quella della generazione precedente ovvero i nati intorno al 1945, pur lavorando fino a circa 70 anni. Lo ha detto il presidente dello stesso Istituto di previdenza sulla base di un campione di circa 5.000 lavoratori nati nel 1980. Il sistema di calcolo contributivo non può che amplificare questa discrepanza.

Si accennava al tasso di disoccupazione che a ottobre è sceso così all'11,5%, toccando i minimi dal dicembre 2012. Più nel dettaglio, si assiste a una crescita costante degli occupati over 50: +13,9% tra gennaio 2013 e ottobre 2015. Un piccolo rallentamento, invece, sul fronte Pil: nel terzo trimestre del 2015 è cresciuto dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% rispetto al 2014. Un aumento inferiore alle attese ed è a rischio l'obiettivo per fine anno: "Abbiamo fatto previsioni di crescita dello 0,7%, il Mef ha detto lo 0,9%, per me chiudiamo a 0,8% anche se con un sms Padoan mi ha detto: Tieni la linea dello 0,9", ha commentato il premier Matteo Renzi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il