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Pensioni ultime notizie coperture per novità su metodi in prova riforma pensioni quota 100, mini pensioni rimangono ancora

Appare sempre più evidente come l'introduzione di novità sulle pensioni sia una decisione politica prima ancora che economica.




Se le novità sulle pensioni dipendono dalle coperture economiche, allora potrebbero aprirsi nuove prospettive per il futuro. Sono le ultime notizie a ricordare come sono in ballo oltre 3 miliardi di euro per la famosa clausola migranti che Bruxelles dovrebbe concedere all'Italia. In buona sostanza si tratta di un riconoscimento economico per lo sforzo supplementare che ha dovuto mettere in campo per affrontare l'emergenza migrazione. La decisione definitiva arriverà solo in primavera, ma a Palazzo Chigi filtra ottimismo. Parte della somma complessiva, circa 2 miliardi di euro, sarà impiegata per finanziare alcune delle misure contenute nella manovra.

Il resto, o comunque una sua percentuale, potrebbe essere destinato alle pensioni. Naturalmente il condizionale è sempre d'obbligo perché quando si ha a che fare con la previdenza italiani, i dubbi e gli ostacoli sono sempre maggiori delle certezze e delle buone intenzioni. Tutte le misure, anche in prova, che sono state finora proposte sono rimasta ferme al palo per assenza di copertura. Si va dall'applicazione di quota 100 ovvero della somma di età anagrafica e di anni di contribuzione da raggiungere per accedere al trattamento previdenziale, al ricalcolo di tutti gli assegni con il contributivo passando per un vero turn over generazionale che vada oltre la staffetta ibrida prevista nel testo governativo.

Sì, perché tutte le misure sulle pensioni che il governo ha introdotto con la manovra sono in autofinanziamento ovvero sono economicamente coperte con il taglio dell'indicizzazione degli assegni più elevati. Si tratta appunto della staffetta ibrida con cui viene data l'opportunità ai soli lavoratori del comparto privato a cui mancano tre anni dalla maturazione dei requisiti per il congedo, di concordare il dimezzamento dell'orario di lavoro, mantenendo il versamento di tutti i contributi e riducendo lo stipendio al 65%. In seconda battuta c'è il rinnovo per un solo anno del contributivo donna ovvero dell'apertura delle porte della pensione a 57 anni e 3 mesi di età con 35 anni di contributi per le dipendenti o a 58 anni e 3 mesi per le autonome.

Prevista anche l'estensione della no tax area ovvero della soglia di reddito entro la quale i pensionati non pagano l'Irpef: da 7.750 euro a 8.000 euro per gli over 75 anni e da 7.500 euro a 7.750 euro per gli under 75. In questo contesto di ristrettezze economiche resta da capire se il rinvio della diminuzione del taglio dell'Ires e la concessione di un bonus di 80 euro in busta paga alle forze dell'ordine possano essere considerate delle buone notizie per le pensioni. L'impressione è infatti che vengano dirottate altrove le risorse a disposizione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il