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Pensioni ultime notizie le prospettive attuali per cambiamenti e il calendario della settimana prossima

A breve il quadro delle novità sulle pensioni diventerà più chiaro con la comunicazione delle notizie ufficiali. I confronti sono in corso.




Si entra nel vivo dei cambiamenti alle pensioni che potrebbero introdurre alcune importanti novità. Nella prossima settimana è infatti attesa la presentazione delle proposte dell'esecutivo che potrebbero arrivare proprio a ridosso della votazione in Aula a Montecitorio. Queste solo allora i momenti del confronti tra gli stessi esponenti di Palazzo Chigi e i relatori dei provvedimenti sulla previdenza, alla ricerca della migliore sintesi. Non sarà semplice riuscire a bilanciare le necessità di dare una migliore svolta all'attuale legge sulle pensioni e l'indisponibilità dell'esecutivo a investire risorse. Difficilmente dunque, le modifiche riusciranno a incidere con profondità.

Cosa potrebbe effettivamente cambiare? La base di partenza è rappresentata dal testo della manovra che prevede tre misure sulle pensioni. Il primo è la proroga di un anno del contributivo donna ovvero della concessione dell'opportunità di ritirarsi a 57 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi se dipendenti o a 58 anni e 3 mesi se autonome, in cambio del ricalcolo dell'assegno con il meno economicamente vantaggioso contributivo. Tra le proposte ancora in gioco c'è il blocco dell'aumento di tre mesi delle speranze di vita così come previsto dall'attuale legge previdenziale.

Poi c'è la staffetta ibrida ovvero la possibilità per i lavoratori privati a cui mancano 3 anni alla pensione, di concordare con il proprio datore il dimezzamento dell'orario di impiego con il 65% dello stipendio e senza l'applicazione di penalizzazioni sull'assegno previdenziale. I principali limiti sono rappresentati dalle poche risorse messe sul tavolo per finanziare questo provvedimento che, così come è strutturato, non riuscirebbe ad accontentare tutti i possibili beneficiari. E poi, dettaglio non secondario, le aziende non hanno l'obbligo di sostituire il lavoratore con un'assunzione a metà tempo.

Anche il rinvio al 2017 e non già al prossimo anno dell'estensione della no tax area ovvero della soglia di reddito entro la quale i pensionati non pagano l'Irpef, viene considerato un limite superabile. Stando alle disposizioni dell'esecutivo passa da 7.750 euro a 8.000 euro per chi ha più di 75 anni di età e da 7.500 euro a 7.750 euro per chi ne ha meno. Poi ci sono i metodi di prova intorno al concetto di quota 100, intesa come somma tra età anagrafica e anni di contributi versati per andare in pensione. In prospettiva appare più interessante la predisposizione di una legge delega che impegni Palazzo Chigi a intervenire sulla previdenza in tempi certi. Sembra invece non trovare molto interesse, almeno in questa fase, l'introduzione di un assegno universale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il