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Pensioni novità resoconto in piazza con elettori e a Montecitorio quota 100, mini pensioni week-end, riforma: ultime lunedì oggi

Cosa è successo, resoconto su novità per le pensioni in piazza e a Montecitorio, mentre procee riforma pubblica amministrazione




NOVITA' PENSIONI ULTIME NOTIZIE (AGGIORNAMENTO ore 11:22 oggi lunedì 7 Dicembre): Sono giorni di vacanza per molti, ma le novità sulle pensioni continuano a rimanere centrali sia perchè l'iter a Montecitorio sta entrando nella sua fase cruciale, sia perchè tra sabato e domenica è vi è stata l'iniziativa in piazza del Partito Democratico "Italia Coraggio" con migliaia di banchetti nella penisola. E abbiamo raccolto le ultime notizie e ultimissime su entrambi i fronti. Partiamo dalla manifestazioni. Hanno partecipato tutti i Ministri e l'esecutivo e vi sono state numerose risposte ai cittadini anche se sulle pensioni il Premier non ha parlato così come il Ministro del Lavoro almeno per quanto riguarda i cambiamenti subito e in prospettiva. Ha affrontato, invece, la questione il Ministro Pinotti rispondendo a dei cittadini spiegando che al momento il lavoro è prioritario e che creare lavoro è più importanti che avere come priorità il tema delle pensioni.

Gli incontri nelle piazze del week end alla presenza del premier e altri ministri potrebbero essere l’occasione buona per rilanciare sulle possibili novità pensioni ancora in ballo, mentre le ultime notizie confermano uno slittamento della pubblicazione del bando per il nuovo concorso della scuola e resta ancora aperta la questione degli aumenti della contrattazione del pubblico impiego.

Pensioni quota 100, mini pensioni: Sono in programma questo week end, sabato 5 e domenica 6 dicembre, i nuovi incontri nelle piazze con il premier Renzi e i ministri, mentre venerdì 11, sabato 12, e domenica 13 dicembre a Firenze è in programma la nuova Leopolda. Si tratta di occasioni per premier di promuovere il rilancio del suo partito in vista delle prossime elezioni amministrative prima e di governo poi. Il progetto del premier Renzi è quello di permettere al Partito Democratico di recuperare quella fiducia e quei consensi che sembrano ormai persi, come ben dimostrato dall’esempio dal calo degli iscritti ai circoli del Partito Democratico registratosi a Bologna: appena 11mila iscritti nel 2014 a fronte dei 40mila del 2008. Si tratta di un percorso di risalita che non può prescindere dall’attuazione di novità pensionistiche. Sin dal suo insediamento, Renzi aveva dichiarato di essere favorevole a cambiare l’attuale legge, senza stravolgerla ma contribuendo a risolvere i problemi sociali da essa creata e a correggerne gli errori. Eppure finora nulla è stato fatto di concreto e sembra addirittura mancare proprio quella volontà politica necessaria per una revisione delle norme in vigore oggi. Se proprio il premier Renzi volesse le novità sulle pensioni potrebbero essere approvate già entro l’anno e si potrebbe pensare innanzitutto di fare un passo indietro sull’annunciato bonus di 500 euro per i neo 18enni e investire questi soldi (tra i 500 milioni di euro e un miliardo) per approvare uno dei sistemi in prova, da scegliere tra una delle due versioni di quota 100, l’erogazione dell’assegno universale con mini pensione, e l’estensione del contributivo donna anche agli uomini e anch’essa accompagnata dalla mini pensione, o migliorando la staffetta come oggi modulata, richiesta avanzata da diversi partiti politici per renderla più vantaggiosa sia per i lavoratori che per le imprese stesse a sostegno del concreto ricambio generazionale a lavoro. Continuare a rimandare potrebbe non essere la mossa giusta, anche perché il premier è ben consapevole che nei prossimi mesi potrebbero ripresentarsi gli stessi problemi di oggi, a partire dalla posizione dell’Europa che si è già riservato un nuovo tempo di valutazione delle misure messe a punto dell’esecutivo per la prossima primavera. Inoltre, piano di cambiamenti a 360 gradi tra revisione di assistenza e previdenza scontenterà certamente coloro che percepiscono le pensioni più elevate e che dovrebbero essere colpite dal ricalcolo.

Riforma tasse: Ci si prepara a grandi cambiamenti in tema fiscale dal prossimo anno 2016: secondo quanto stabilito infatti dalle novità di queste settimane, confermata la riduzione dell'Ires solo a partire dal 2017, dal prossimo anno saranno cancellate le imposte sulla casa. Più nello specifico, sarà abolita la Tasi sulle prime case e l'Imu sui tutti i terreni agricoli, indipendentemente dalla classificazione Istat, e sugli imbullonati. Previsti, inoltre, sconti per chi decide di affittare case a canone concordato. Saranno inoltre esentate dal pagamento della Tasi le case date in comodato d'uso ai figli. Niente tasse anche per la casa assegnata all'ex coniuge o per quella delle forze dell'ordine che per ragioni di servizio vengono trasferite. Esenzione valida anche per gli alloggi sociali. Confermata poi la proroga al 2016 dei bonus per le ristrutturazioni edilizie e per il bonus mobili con la novità de bonus mobili per le giovani coppie per cui la detrazione si calcola su un massimo di 16.000 euro, contro i precedenti 8.000. Novità anche per quanto riguarda il pagamento del Canone Rai che si pagherà in bolletta elettrica e con possibilità di versamento in dieci rate.

Tfa e Concorso Scuola: Si attende ancora il via libera del Consiglio dei Ministri dopo l’Ok del Parlamento. E’ previsto, infatti, l'accorpamento di 11 nuove classi di concorso: A-23 Lingua italiana per discenti di lingua straniera (alloglotti); A-35 Scienze e tecnologie della calzatura e della moda; A-36 Scienze e tecnologia della logistica; A-53 Storia della musica; A-55 Strumento musicale negli istituti di istruzione secondaria di II grado; A-57 Tecnica della danza classica; A-58 Tecnica della danza contemporanea; A-59 Tecniche di accompagnamento alla danza; A-63 Tecnologie musicali; A-64 ’Teoria, analisi e composizione; A-65 Teoria e tecnica della comunicazione. Probabilmente questa attesa è ciò che ha fatto slittare la pubblicazione del bando del nuovo concorso per la scuola 2015-2016 che avrebbe dovuto essere reso noto il primo dicembre ma che è stato rimandato ancora. Ma non solo: secondo le ultimissime notizie, a rendere ancor più difficile e certa nei tempi la pubblicazione ci sarebbe il fatto che i bandi da emanare dovrebbero essere tre e non uno, ognuno riguardante infanzia/primaria, secondaria I e II grado, sostegno. Ma si tratta di precisazione che stanno arrivando ora, mentre nei mesi scorsi sembrava tutto fosse stato già definito. Confermati invece i numeri delle assunzioni, che interesseranno 6.800 docenti per la scuola dell'infanzia, 15.900 docenti per la primaria, 13.800 docenti per la scuola secondaria di I grado, 16.300 docenti per la scuola secondaria di secondo grado e 10.900 docenti per il sostegno; e la novità della prova preselettiva che dovrebbe riguardare solo i docenti di infanzia e primaria mentre sarebbero esclusi gli insegnanti della secondaria di I e II grado. Nessuna novità invece previste per il terzo ciclo del Tfa che si svolgerà nei tempi e secondo le modalità già più volte annunciate.

Riforma Pubblica Amministrazione: Le discussioni ancora aperte sulla riforma della Pubblica Amministrazione riguardano ancora le risorse da stanziare per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Questione che vede nettamente contrapposte organizzazioni sindacali ed esecutivo: il motivo del contendere è il valore dei soldi stanziati, secondo i sindacati troppo pochi. Si parla infatti di 300 milioni che potrebbero assicurare, come già annunciato dall'esecutivo, solo 10 euro in più al mese, una cifra che è stata considerata chiaramente ridicola dai sindacati che chiedono di più. Ma l'esecutivo oltre non vuole andare. E mentre l'Alta Corte si è pronunciata a favore del licenziamento anche dei dipendenti statali, in ballo in questi ultimi giorni anche il nuovo bonus di 80 euro che dovrebbe essere esteso anche alle Forze dell'Ordine.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il