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Imu e Tasi 2016: relatori esecutivo e pacchetto cambiamenti attesi per oggi lunedì o mercoledì prima casa, comodato, seconda casa

Vanno verso lo scioglimento tutti i nodi relativi a Imu e Tasi 2016. Previsto per molti contribuenti a gennaio un passaggio supplementare alla cassa.




Siamo alle battute finale sulla questione Imu e Tasi 2016. La cancellazione delle due imposte sulle prime case non è in dubbio (in realtà l'Imu è stata abolita anche quest'anno sull'abitazione principale), ma ci sono diversi nodi che non sono stati sciolti. Quello che fa più discutere è lo spettro del conguaglio o mini Tasi che migliaia di contribuenti potrebbero essere costretti a pagare a gennaio. Il motivo è semplice: centinaia di comune, tra cui Napoli, Trieste, Mantova, Terni, Frosinone, Avellino, Verbania, Matera e Rieti, hanno cambiato aliquote e detrazioni oltre i termini di legge, ma l'esecutivo intende concedere una sanatoria. Ma siccome la nuova manovra entrerà in vigore solo il prossimo anno, ecco che si profila un passaggio supplementare alla cassa.

Si resta poi in attesa di capire se, come prevedibile, ci sarà il via libera dei Montecitorio sulla cancellazione del pagamento di Imu e Tasi sulle case di proprietà in comodato d'uso a figli e parenti di primo grado (ma solo se sono già state abitate nel corso del 2015) e sulle case assegnate a un parente disabile entro il secondo grado. Sono comunque quelle classificate nelle categorie catastali A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (abitazioni in ville) e A9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici).

Per quanto riguarda gli altri adempimenti, la dichiarazione Imu va presentata entro il 30 giugno 2016 nei soli casi in cui è obbligatoria: ad esempio se nel 2015 un terreno agricolo è diventato suolo edificabile. Questi casi sono riportati nelle istruzioni allegate al decreto ministeriale del 30 ottobre 2012. La dichiarazione Tasi 2015 va presentata entro il 30 giugno 2016, ma non è chiaro quale modello utilizzare e in quali casi si debba adempiere l'obbligo dichiarativo.

Prima di pensare al prossimo anno, occorre comunque fare i conti con il saldo di quest'anno, da corrispondere entro il 16 dicembre. Il versamento va effettuato tramite modello F24 da presentare a uno sportello bancario o postale. Per il calcolo dell'Imu occorre determinare la base imponibile, che si ottiene moltiplicando per l'apposito moltiplicatore la rendita catastale rivalutata del 5%. Quindi si applica l'aliquota stabilita dal Comune. Alla somma si sottrae la detrazione per le sole abitazioni principali ancora soggette al tributo. Infine si divide il risultato in base alle quote di proprietà per conoscere l'importo totale ovvero acconto e saldo. I codici tributo Imu sono 3913 su fabbricati rurali, 3914 sui terreni, 3916 su aree fabbricabili, 3918 su altri fabbricati. Quelli Tasi sono 3958 su abitazione principale, 3959 su fabbricati rurali, 3960 su aree fabbricabili, 3961 su altri fabbricati.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il