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Pensioni ultime notizie con cambio idea bonus diciottenni novità quota 100, mini pensioni, assegno universale fattibili di nuovo

Cancellare il bonus giovani per investire ulteriori risorse in possibili novità pensioni: critiche e ultime notizie su misure alternative da realizzare




Aiutare i giovani sarebbe un dovere per l’esecutivo, secondo quanto dichiarato dal premier, e in virtù di una loro ‘crescita’ qualche giorno fa ha annunciato l’intenzione di erogare un bonus da 500 euro ai neo diciottenni per coinvolgerli in progetti educativi e culturali. Una novità che in poco tempo ha chiaramente scatenato polemiche da ogni fronte. Il leader di Forza Italia ha parlato di mancia elettorale disgustosa, all’interno dello stesso Partito Democratico non tutti si sono detti d’accordo con questa misura e il premier ha risposto lanciando un sondaggio interno allo stesso partito per capire orientamenti concreti e l’eventuale da farsi. E potrebbe profilarsi un passo indietro sulla misura.

Cancellare questo bonus, secondo molti, porterebbe solo benefici perché libererebbe risorse per un valore complessivo di 500 milioni, ma anche un miliardo, che potrebbero essere investite in altri provvedimenti, a partire dalle politiche attive per i giovani, per arrivare alle pensioni, per cui tutto è sempre stato bloccato proprio per la scarsa disponibilità di soldi. Ancora una volta, dunque, si potrebbe parlare di una scarsa volontà politica di agire sulle pensioni: se, infatti, si sono trovate le risorse per confermare l’abolizione della Tasi sulle prime case, per la sicurezza e per il bonus di 80 euro alle Forze dell’Ordine, ci si chiede come mai non riescano a trovare soldi per cambiare le pensioni.

Questa potrebbe però essere la volta buona per investire denaro piuttosto che in progetti educativi per i giovani, per le pensioni, migliorando, come diversi partiti politici hanno chiesto, la staffetta come oggi modulata che, a detta di molti, non sarebbe conveniente né per i lavoratori né per le imprese, o approvando uno dei nuovi metodi in prova su cui hanno spinto fino a qualche tempo fa gli stessi relatori. Questi metodi prevedono due versioni di quota 100, che prevedono un sistema di quota 100 con erogazione della mini pensione per alleggerire le penalizzazioni decisamente alte e che arriverebbero al 12%, e uscita con quota 100, sempre con penalità del 12% ma uscita a 64 anni e non più a 60 come prevedeva l’inizialmente piano di uscita con quota 100.

Ma anche contributivo donna anche per gli uomini e assegno universale entrambi accompagnati dalla mini pensione. Il contributivo donna esteso anche agli uomini sarebbe affiancato da una mini pensione per rendere meno pesanti le penalizzazioni a carico del lavoratore che decide di uscire prima; l’erogazione dell'assegno universale sempre la mini pensioni, prevede che il lavoratore che in età avanzata resta senza lavoro e a cui mancano tre anni dal raggiungimento della pensione normale possa uscire prima percependo un assegno lordo di circa mille euro, erogato, però, sotto forma di prestito, per cui, maturati i requisiti pensionistici vigenti, dovrà restituire parte di quanto percepito.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il