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Pensioni ultime notizie rilancio partito per Renzi ora prioritario passa pure da quota 100, mini pensioni, quota 41

Il premier Renzi pronto a riorganizzare e rilanciare il suo partito: incontri, prossima Leopolda e novità pensioni che potrebbero essere cruciali




Dopo gli incontri di questo week end nelle piazze con il premier Renzi e i ministri, venerdì 11, sabato 12, e domenica 13 dicembre a Firenze è in programma la nuova Leopolda, occasione per premier di promuovere ancora il rilancio del suo partito soprattutto in vista delle prossime elezioni amministrative prima e di governo poi. Il progetto del premier Renzi è quello di permettere al Partito Democratico di recuperare quella fiducia e quei consensi che, come ben si evince dalle ultime notizie, non ci sarebbe più da parte dei cittadini in primis. Si tratta di una situazione ben descritta dal calo degli iscritti ai circoli del Partito Democratico registratosi a Bologna: appena 11mila iscritti nel 2014 a fronte dei 40mila del 2008.

E’ chiaro come ci sia qualcosa che non va più e i problemi devono essere risolti per guadagnare nuovamente la fiducia degli italiani, in generale. E si tratta di un percorso di risalita che non può prescindere dall’attuazione di novità pensionistiche. Sin dal suo insediamento, Renzi aveva dichiarato di essere favorevole a cambiare l’attuale legge, senza stravolgerla ma contribuendo a risolvere i problemi sociali da essa creata e a correggerne gli errori. Eppure finora nulla è stato fatto di concreto e sembra addirittura mancare proprio quella volontà politica necessaria per una revisione delle norme in vigore oggi.

E mentre è slittato il termine di presentazione dei cambiamenti da parte dei relatori, che potrebbero includere ancora le pensioni, è bene dire che se lo stesso premier Renzi volesse le novità sulle pensioni potrebbero essere approvate già entro l’anno. Certamente difficile approvare piani come quota 100, mini pensione, assegno universale così come proposti in questi mesi, ma si potrebbe pensare innanzitutto di fare un passo indietro sull’annunciato bonus di 500 euro per i neo 18enni e investire questi soldi (tra i 500 milioni di euro e un miliardo) per approvare uno dei sistemi in prova, da scegliere tra una delle due versioni di quota 100, l’erogazione dell’assegno universale con mini pensione, e l’estensione del contributivo donna anche agli uomini e anch’essa accompagnata dalla mini pensione, o migliorando la staffetta come oggi modulata, richiesta avanzata da diversi partiti politici per renderla più vantaggiosa sia per i lavoratori che per le imprese stesse a sostegno del concreto ricambio generazionale a lavoro.

Continuare a rimandare potrebbe non essere la mossa giusta, anche perché il premier è ben consapevole che nei prossimi mesi potrebbero ripresentarsi gli stessi problemi di oggi, a partire dalla posizione dell’Europa che si è già riservato un nuovo tempo di valutazione delle misure messe a punto dell’esecutivo per la prossima primavera. Inoltre, piano di cambiamenti a 360 gradi tra revisione di assistenza e previdenza scontenterà certamente coloro che percepiscono le pensioni più elevate e che dovrebbero essere colpite dal ricalcolo.

Ma ciò che è necessario fare è innanzitutto sostenere i giovani, tra disoccupati e precari, con politiche lavorative attive, in modo da garantire loro un futuro certo, ma anche i pensionandi e i pensionati che, a differenza dei lavoratori statali, come anche delle Forze dell’Ordine ormai, che hanno ricevuto il bonus di 80 euro n busta paga, non hanno mai avuto nulla. Al contrario, dal prossimo anno potrebbero vedere anche ridursi le pensioni, piuttosto che aumentare, a causa dell’andamento negativo dell’economia italiana. E’ ben chiaro, dunque, come il rilancio del Pd passi anche dalle pensioni, anche perché mettere da parte ancora una volta questo tema potrebbe giovare ad altri partiti, come Lega e M5S, che puntano proprio sulle pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il