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Pensioni ultime notizie prospettive e novità questa settimana quota 100, quota 41, quota 101, mini pensioni, assegno universale

Ormai alle soglie della fine di questo anno, la questione previdenziale continua a dividere: novità, appuntamenti e cambiamenti ancora al vaglio




Ormai alle soglie della fine di questo anno, la questione previdenziale continua a dividere e mentre c’è chi lavora fermamente alla realizzazione di novità pensioni, c’è anche chi è già pronto a rimettersi a lavoro sulle novità nei prossimi mesi. Ma l’urgenza di cambiare le norme attuali è sempre più palese, dimostrata anche dagli ultimi dati su andamento dell’occupazione giovanile, prospettiva previdenziale futura dei giovani, ma anche condizione, quasi alle soglie della povertà, di alcuni pensionati di oggi. E’ chiara, dunque, una situazione che merita di essere rivista per garantire miglioramento alla qualità della vita di tutto. E mentre il dibattito è sempre più acceso, una decina tra deputati e senatori del Pd si preparano a lasciare l'esecutivo, ‘minacciando’, di avvicinarsi alla nuova Sinistra Italiana di Fassino se non ci sarà un dietrofront sul alcuni cambiamenti in discussione.

Tra i cambiamenti richiesti da Cuperlo, un ordine del giorno da trasformare in legge delega, misura fondamentale per impegnare il governo a dare risposte e mettere a punto soluzioni in tempi certi sulle pensioni. Ma gli scenari di lavoro sulle pensioni che si stanno aprendo sono diversi e probabilmente, ritoccando alcune misure già annunciate, anche il premier potrebbe accettare cambiamenti o almeno inserire la legge delega. Si tratterebbe di una mossa strategica e vincente per l’esecutivo che sta perdendo sempre più consensi. Un buon rilancio del Partito Democratico non può, infatti, prescindere dalle pensioni, tema caro ai cittadini che permetterebbe al premier di riacquistare fiducia. E se lui stesso facesse un passo indietro su alcuni provvedimenti, come sul bonus di 500 euro per i 18enni, che ha scatenato non poche polemiche e proteste, qualcosa potrebbe cambiare.

Secondo molti, infatti, i soldi (si parla di 500 milioni di euro ma per alcuni si arriverebbe a un miliardo)  potrebbero essere impiegati in altre misure, come stimolo alle politiche attive per l’occupazione o novità pensioni, dall’attuazione di uno dei metodi in prova (tra le due versioni di quota 100, assegno universale ed estensione del contributivo donna, tutti accompagnati dalla mini pensione che alleggerirebbe le penalità previste), al miglioramento della staffetta, richiesta su cui tra l’altro spingono diversi partiti politici.

Intanto, cambiano le posizioni dei relatori, che inizialmente puntavano a mettere a punto soluzioni condivise da tutti e a far approvare subito uno dei metodi in prova ma che ora potrebbero rimandare tutto all’esecutivo. Dopo le ultime novità presentate in settimana, nei prossimi giorni si continuerà a discutere secondo un nuovo calendario: entro mercoledì 9 i relatori devono presentare tutti i loro cambiamenti, quindi l’11 la discussione dovrebbe approdare a Montecitorio. Nel frattempo oggi, lunedì 7, continua l'esame, iniziato come da calendario puntualmente ieri sera, sulla fattibilità dei cambiamenti avanzati dai partiti dal punto di vista economico e legislativo.

Al vaglio l’abolizione dei tre mesi di aspettativa di vita per il contributivo donna, anticipo della no tax area per i pensionati al 2016, misure per fare uscire prima lavoratori precoci e usuranti, ma anche i cambiamenti presentati dai diversi partiti politici, dalla quota 100, su cui spingono Lega e Movimento 5 Stelle, all’assegno universale, al miglioramento della staffetta proposto dall’Unione di Centro, all’aumento delle pensioni minime per tutti a 800 euro o approvazione di un metodo in prova sostenuti da Forza Italia.

Se tutto è ancora in forse e per molti i cambiamenti sulle pensioni saranno, come annunciato giorni fa da alcuni esponenti dell’esecutivo, rimandati ai prossimi mesi, alle soglie quasi ormai della fine dell’anno, le speranze che qualcosa possa ancora cambiare si concentrano sulla riammissione di alcune misure prima bocciate, come le nuove norme per i consulenti finanziari. Un dietrofront che si potrebbe compiere anche per le pensioni portando all’approvazione di cambiamenti minimi che alleggerirebbero i cambiamenti negativi che invece certamente scatteranno dal prossimo anno, a partire dall’aumento dell’età pensionabile, che salirà di quattro mesi, passando da 66 anni e tre mesi a 66 e sette mesi, al taglio dei fondi per precoci e usuranti che vogliono andare in pensione prima, al blocco delle perequazioni automatiche dal 2017.

Intanto, dopo incontri e banchetti del week end organizzati dal Partito Democratico, occasioni che hanno spinto molti cittadini a chiedere risposte su temi centrali come le pensioni anche se il premier non vi ha fatto esplicito riferimento e diversi ministri hanno incoraggiato a concentrarsi più sul lavoro e i temi ad esso connessi piuttosto che sulle pensioni, eludendo,dunque, ancora una volta la questione, si attende la nuova Leopolda, che prenderà il via a Firenze venerdì 11 dicembre e ci sarà fino a domenica 13, per capire se sarà detto qualcosa di più.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il