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Pensioni ultime notizie appoggio sempre più ampio a piano riforma pensioni INPS per quota 100, mini pensioni, assegno universale

Dopo l’appoggio di esecutivo e magistratura, le ultime notizie riferiscono nuovi appoggi al piano pensioni dell’Istituto di Previdenza




Qualche settimana fa la conferma dell'appoggio da parte della magistratura, poi le dichiarazioni del presidente dell'Istituto di Previdenza che spiegava come la presentazione del suo progetto pensioni fosse stata concordata con l'esecutivo, segno che anche quest'ultimo sostiene le misure messe a puno, ora le ultime notizie riferiscono nuovi appoggi al piano pensioni dell’Istituto di Previdenza. Le novità arrivano da Scelta Civica e, a sorpresa, anche dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Gli esponenti di Scelta Civica hanno espresso condivisione delle proposte normative soprattutto in riferimento alle misure su vitalizi e pensioni d’oro, mentre l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico appoggia il ricalcolo contributivo per coloro che percepiscono assegni generosi a fronte di un basso livello di contributi versati.   

L’Organizzazione appoggia poi le parole del presidente dell’Istituto sulla necessità si sostenere la partecipazione attiva e assicurare carriere lunghe e continuative, alla luce delle ultime notizie secondo le quali le generazioni degli attuali 35enni andranno in pensione a 70 e con pensioni inferiori del 25%. Si tratta di una prospettiva decisamente negativa per il futuro dei giovani di oggi, che diventa ancor più nera se si considera che molti sono figli di carriere discontinue e precarie.

Inaspettatamente, un ulteriore appoggio al piano dell’Istituto di Previdenza arriva dal Ministro del Lavoro, sostenendo la necessità che i giovani 35enni di cui ha parlato il presidente dell’Istituto versino i contributi dovuti per godere di una copertura previdenziale futura, considerando che non esistono strumenti alternativi e senza versare i contributi previsti oggi il rischio è quello di ritrovarsi in condizioni di povertà in futuro. Secondo il presidente dell’Istituto, chi è nato nel 1980 nel 2050 riscuoterà mediamente 1.593 euro di pensione contro i 1.703 euro percepiti oggi da chi è nato nel 1945.

Inoltre, se tutte le donne tra i trenta e i quaranta anni decidessero di avere un figlio, una su tre nel 2050 percepirebbe appena 750 euro al mese. Si tratta di una situazione nata dal fatto che molti pensionati sono andati in pensione prima dei 60 anni, motivo per cui ha proposto il ricalcolo per chi percepisce pensioni elevate risultato in parte di un calcolo retributivo. Il ministro del Lavoro parte dal presupposto che il presidente prima di rendere note le sue dichiarazioni abbia fatto tutte le valutazioni del caso, a partire dai dati a sua disposizione e quindi ne sostiene la validità, senza però confermare né smentire quanto detto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il