BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie aumenta probabilità che vengano bocciate novità per le pensioni pure minime e passino solo negativi

Nonostante discussioni, cambiamenti e novità probabilmente anche quest’anno si chiuderà con un nulla di fatto sulle pensioni: misure e situazione attuale




Si continua a parlare senza sosta di questione pensioni e di probabili novità che potrebbero essere approvate entro la fine dell’anno, eppure, nonostante auspici e speranze, le ultime notizie non sono poi così positive. Mentre sono stati rimandati i termini di presentazione dei cambiamenti da parte dei relatori, che inizialmente avevano avanzato diverse proposte, ora appiano fortemente divisi tra chi vorrebbe effettivamente attuare miglioramenti, anche delle misure già approvate come la staffetta ibrida, e chi, invece, rimanda tutto all’esecutivo e sarebbero a rischio anche alcuni cambiamenti minimi come l’estensione del contributivo donna e la cancellazione di penalità per chi decide di andare in pensione prima.

Al momento si tratta solo di indiscrezioni, ma che evidentemente derivano da alcuni fonti. Delusione anche da parte dell’opposizione interna del Partito Democratico che non ha presentato, come ci si aspettava, cambiamenti importanti, anzi ha assecondato l’esecutivo non presentando, se non attraverso singoli esponenti, i metodi in prova. Anche la legge delega sembra difficile eppure in mancanza di novità pensioni concrete potrebbe essere l’unica nota positiva per l’esecutivo, per dimostrare che esiste una reale volontà di cambiamento dell’attuale legge nonostante i tanti ostacoli da superare.

E se pian piano tramontano le possibilità di approvazione dei cambiamenti positivi, restano, al contrario, quasi certi i cambiamenti negativi, dal taglio, già approvato, del fondo per precoci e usuranti ma che si era chiesto di aumentare, al nuovo blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni dal 2017, all’aumento dell’età pensionabile a partire dal primo gennaio 2016, che si era chiesto di bloccare, e che salirà passando da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi per effetto dell’adeguamento all’aspettativa Istat.

Sembra un paradosso: non soltanto le risorse economiche disponibili vengono utilizzate per altri provvedimenti che l'esecutivo continua a considerare prioritari rispetto alle pensioni, non solo si temporeggia portando avanti discussioni, anche sui cambiamenti minimi, che potremmo ormai definire inutili considerando la consapevolezza del nulla di fatto con cui si chiuderà quest’altro anno, ma ad essere attuati saranno solo i cambiamenti negativi, il che, come ben immaginabile, contribuirà a mettere ancor più in crisi la posizione dell’esecutivo.  

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il