BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Imu e Tasi 2016: nuove regole, cambiamenti per chi deve pagare ancora, esenzioni, comodato. Le novità questa settimana

Tra la questioni all'ordine del giorno su Imu e Tasi ci sono la sanatoria dell'esecutivo per i comuni ritardatari e il nodo delle case in comodato d'uso.




Tasi e Imu 2016 sono stati ancora al centro dell'attenzione perché nonostante la loro cancellazione dal 2016, si prospetta lo spauracchio del versamento di un conguaglio nel 2016. Non in tutti i comuni, ma solo i quelli che hanno cambiato aliquote e detrazione dopo i termini di legge ovvero dopo il 30 luglio. I capoluoghi coinvolti sono Napoli, Trieste, Mantova, Terni, Frosinone, Avellino, Verbania, Matera e Rieti. L'esecutivo ha proposto una sanatoria dei provvedimenti comunali che, se approvata, entrerà in vigore solo il prossimo anno ovvero dopo la pubblicazione della manovra. Per il resto si cerca di aggiustare la norma sul congelamento del pagamento delle imposte per le case date in comodato d'uso ai figli. Stando al cambiamento immaginato, l'abitazione deve essere stata necessariamente abitata nel corso del 2015.

Il prossimo appuntamento da segnare in calendario è invece quello con il pagamento della seconda e ultima rata annuale di Imu e Tasi che va in scadenza il 16 dicembre. I proprietari di abitazioni principali, cioè coloro che vivono nella casa di proprietà, sono circa 25 milioni. Di questi chi non possiede altre case rappresenta un numero stimabile intorno ai 10 milioni: questi contribuenti pagano la Tasi quest'anno ma non nel 2016. L'Imu non è invece dovuta sulle prime case, tranne su quelle signorili e di lusso, oltre che sui castelli. Gli inquilini che abitano un immobile come loro abitazione principale pagano una parte della Tasi, generalmente dal 10% al 30% a seconda dei Comuni, dovuta dal locatore. Dal 2016, con l'esenzione questa quota resterà scoperta ma non sarà integrata dal padrone di casa.

A pagare l'Imu sulle abitazioni, sia quest'anno sia l'anno prossimo, restano i proprietari di seconde case, che in molti casi possiedono anche l'abitazione principale, anche se affittata o data in comodato: sono 13 milioni di contribuenti che continueranno a confrontarsi, ogni anno, con le scadenze di giugno e dicembre.

Tra le novità ci sono poi gli incentivi per le unità abitative invendute. Si tratta delle unità immobiliari parzialmente o totalmente costruite alla data del 12 novembre 2014 o per le quali era stato rilasciato il titolo abilitativo edilizio. Ebbene, alle persone fisiche non imprenditori per l'acquisto di unità abitative fino al 31 dicembre 2017 spetta una detrazione del 20% sul prezzo di acquisto nel limite comprensivo di spesa di 300.00 euro, comprensivo di Iva. Tra gli interessi passivi ci sono le deduzione dal reddito complessivo degli interessi passivi sui mutui contratti per l'acquisto dell'unità nella misura del 20%.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il