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Bonus 80 euro aumento busta paga, stipendi carabinieri, vigili, polizia,militari: tanti nuovi dubbi che si faccia.Novità settimana

La scarsa disponibilità economica potrebbe costringere l'esecutivo a posticipare i tempi di introduzione del bonus di 80 euro per le forze dell'ordine.




Quante incertezze in merito al bonus di 80 euro per le forze dell'ordine. Dall'annuncio del premier di Matteo Renzi non sono stati compiuti passi in avanti e di fatto tutti gli aspetti sono ancora nell'incertezza completa. A iniziare dagli stessi beneficiari del provvedimento. Il presidente del Consiglio si è limitato a dire che saranno privilegiati coloro che danno il loro contributo lavorativo in strada, senza specificare se saranno effettivamente coinvolti carabinieri, polizia, vigili ed esercito. Non ci sono poi informazione sulle modalità di finanziamento di questa misura, che è naturalmente legata alla platea dei destinatari.

Bisogna infatti sempre fare i conti con una disponibilità economica che per forza di cose è limitata. Stando alle ultime notizie, Palazzo Chigi intende sfruttare in prima battuta i fondi che arrivano dalla voluntary disclosure e in seconda battuta quelli che arriveranno dal via libera di Bruxelles allo sforamento del Patto di stabilità per esigenze di lotta al terrorismo. Ecco allora che il pacchetto sicurezza verrebbe finanziato con tempistiche differenti, rispetto alle quali occorre individuare le tempistiche dell'esecutivo. Difficile allora che il bonus di 80 euro per le forze dell'ordine possa vedere la luce già nei primi mesi del prossimo anno. E se una marcia indietro è un'ipotesi ancora non contemplata, vanno certamente messi in conto possibili ritardi.

Si brancola ancora nel buio anche rispetto al funzionamento ovvero alle fasce di reddito per avere diritto al bonus. Il punto di riferimento è naturalmente quello di cui stanno beneficiando da circa un anno e mezzi i titolari di reddito di lavoro dipendente e di alcuni redditi assimilati tra 8.000 e 24.000 euro con un décalage fino a 26.000 euro. Non resta che attendere le prossime mosse dell'esecutivo per avere il quadro più chiaro.

Il credito spetta anche a chi non è fiscalmente residenti fiscalmente in Italia purché non sia imponibile per via di convenzioni contro le doppie imposizioni o di altri accordi internazionali. Per quanto riguarda i premi di risultato erogati in anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro, non vanno considerati quelli compresi in periodi di lavoro per i quali si è già fruito delle detrazioni.

Stando alle norme in vigore, se un lavoratore ha due rapporti di collaborazione, per i quali è previsto un compenso rispettivo di 12.000 e 18.000 euro, i due sostituti d'imposta riconosceranno il credito in via automatica anche se non ne avrebbe diritto. In questo caso il contribuente dovrà comunicarlo ai due sostituti d'imposta.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il