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Pensioni ultime notizie vi il rischio di sole novità negative senza neppure cambiamenti minimi e quota 100, mini pensioni

Sempre più probabile la certezza che entrino in vigore solo novità negative per le pensioni: i cambiamenti positivi che ancora si attendono




Ci si avvia alla chiusura dell’anno e all’approvazione delle ultime novità al vaglio dell’esecutivo ma si fa sempre più concreta la possibilità che, esattamente come già accaduto lo scorso anno, non sia approvato nulla di positivamente concreto sulle pensioni. E si tratta di un rischio che sembra essersi ben profilato in queste ultime settimane, nonostante le discussioni continuino. Slittato il termine di presentazione di nuovi cambiamenti da parte dei relatori, avanzate tantissime, e diverse, nuove misure da parte di vari partiti politici, ipotizzati i provvedimenti dai quali potrebbero essere reperite nuove risorse economiche da investire poi nelle pensioni, come per esempio la cancellazione di quel bonus di 500 euro, rientranti in progetti educativi e culturali, annunciato dal premier per i neo 18enni, ancora nulla è stato stabilito.

Nulla cioè sui piani di quota 100, mini pensione, assegno universale, nulla più nemmeno su quella legge delega che potrebbe ancora fare la differenza, unica spinta a cambiare tutto e senza il rischio di essere bocciata per scarsa disponibilità di soldi ma che impegnerebbe il governo a riprendere la discussione sulle pensioni in tempi certi, né tanto meno sui metodi in prova che inizialmente gli stessi relatori volevano far approvare subito. A rischio sarebbero anche i cambiamenti minimi, come i miglioramenti di misure già approvate, a partire dalla staffetta ibrida per renderla più vantaggiosa per tutti, o l’estensione del contributivo donna, o la cancellazione delle penalizzazioni per chi decide di uscire prima.

E gli stessi relatori ora appaiono divisi tra coloro che spingono ancora per l’approvazione di novità e coloro che, invece, rimandano tutto all’esecutivo, anche se al momento si tratta solo di indiscrezioni. Ma il tempo stringe e bisognerebbe aver già le idee chiare su ciò che si vuole e ciò che invece sarà rimandato e sembra proprio che le novità pensioni richieste saranno ancora rimandate. Di contro, certi sembrano ormai essere i cambiamenti negativi, dal taglio del fondo destinato ai lavoratori precoci e usuranti che decidono di andare in pensione prima ma che, dopo la prima fase di discussione, era stato chiesto di aumentare, al blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni a partire dal 2017, all’aumento dell’età pensionabile, che salirà da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi, dal primo gennaio 2016, ma che si era chiesto di bloccare.

Si tratta, dunque, di una situazione che potremmo definire decisamente paradossale considerando l’urgenza sempre più evidente di cambiare in positivo le pensioni ma la certezza che per il momento ad entrare in vigore saranno solo cambiamenti negativi. E tutto sarà rimandato quasi sicuramente all’anno prossimo quando bisognerò riprendere le discussioni probabilmente ancora una volta dall’inizio.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il