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Pensioni ultime notizie se non avvengono cambiamenti almeno dieci politici sono pronti ad abbandonare l'esecutivo

Politici del Partito Democratico pronti a lasciare l’esecutivo se non vi saranno novità serie e condivise e dietrofront su alcune misure: ultime notizie e prospettive




Una decina tra deputati e senatori del Pd, compresi Cuperlo e la Bindi, si preparano a lasciare l'esecutivo con possibile avvicinamento alla nuova Sinistra Italiana di Fassino se non ci sarà un dietrofront sul alcuni cambiamenti in discussione. Le novità non dunque certo positive per il premier al momento e bisognerà impegnarsi particolarmente per evitare scontri e strane alleanze. Secondo le ultime notizie, infatti, se alle prossime elezioni amministrative il Partito Democratico perdesse a  Milano, Roma e Napoli si scatenerebbe una vera e propria tempesta politica. Le mosse per ripartire nell’acquisizione di nuovi consensi e ritrovata fiducia dovrebbero partire dalle pensioni, tanto care a cittadini e forze politiche.

Tra i cambiamenti richiesti da Cuperlo, infatti, vi sono proprio novità pensioni, lui che aveva fatto scrivere un ordine del giorno da trasformare in legge delega. Quest’ultima rappresenta una misura fondamentale per impegnare il governo a dare risposte i tempi certi sulle pensioni, definendo nuovi provvedimenti da approvare subito dopo, in mancanza di novità concrete entro la fine dell’anno. Sono diversi comunque gli scenari di lavoro sulle pensioni che si stanno aprendo e probabilmente, ritoccando alcune misure già annunciate, anche il premier potrebbe accettare cambiamenti o almeno inserire la legge delega.

Sarebbe una mossa vincente per il rilancio del suo partito che è iniziato con gli incontri del week end nelle piazze e che proseguirà con la Leopolda, che si terrà a Firenze 11, 12 e 13 dicembre. Ma un buon rilancio del Partito Democratico non può non passare anche dalle pensioni, tema centrale e tanto caro ai cittadini che certamente permetterebbe al presidente del Consiglio di recuperare quei tanti consensi persi finora. Possibili cambiamenti sulle pensioni sarebbero poi possibili anche nell’immediato se il premier stesso facesse un passo indietro sul bonus di 500 euro per i 18enni, annuncio che in tanti, soprattutto le forze politiche di opposizione, hanno definito una ‘mancia elettorale’ in vista proprio delle prossime elezioni.

Il premier ha precisato che si tratta di risorse messe a disposizione di un progetto educativo e culturale e, a causa delle numerose critiche e polemiche piovute, ha anche lanciato un sondaggio interno allo stesso Partito Democratico. Non tutti sono favorevoli all'erogazione di questo bonus, secondo molti questi fondi potrebbero essere impiegati in politiche attive per l’occupazione o in novità pensioni, dall’attuazione di uno dei metodi in prova tra quelli presentati o per il miglioramento della staffetta, in modo da renderla più vantaggiosa per imprese e lavoratori.

Tra i metodi in prova da considerare, le due versioni di quota 100, che prevedono quota 100 con erogazione della mini pensione per alleggerire le penalizzazioni decisamente alte e che arriverebbero al 12%, e uscita con quota 100, sempre con penalità del 12% ma uscita a 64 anni e non più a 60 come prevedeva l’inizialmente piano di uscita con quota 100; il contributivo donna esteso anche agli uomini e sempre con una mini pensione per rendere meno pesanti le penalizzazioni a carico del lavoratore che decide di uscire prima; e l’erogazione dell'assegno universale con la mini pensioni, per permettere al lavoratore che in età avanzata resta senza lavoro e a cui mancano tre anni dal raggiungimento della pensione normale di uscire prima percependo un assegno lordo di circa mille euro, da restituire in parte una volta maturati i normali requisiti pensionistici.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il