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Pensioni ultime notizie potrebbe esserci un cambio di strategia dell'esecutivo favorevole a dei cambiamenti subito

Un nuovo cambio di strategia di lavoro dell’esecutivo potrebbe portare a cambiamenti pensionistici anche nell’immediato: quali le novità possibili tra legge delega e metodi in prova




Un nuovo cambio di strategia di lavoro dell’esecutivo potrebbe portare a cambiamenti pensionistici anche nell’immediato: si tratta di una ipotesi che non trova al momento alcuna conferma ma che, alla luce delle ultimissime notizie, potrebbe essere probabile. Nonostante, infatti, sembri sempre più difficile riuscire ad approvare nel breve periodo le novità pensioni auspicate per mancanza di risorse economiche necessarie, da una parte, ma anche per mancanza, ancora, di convergenza tra le diverse posizioni politiche, se il premier volesse qualcosa potrebbe anche cambiare subito.

Il premier, del resto, è ben consapevole che pur rimandando di qualche mese le soluzioni pensionistiche auspicate, ci si ritroverebbe ad essere ostacolati dagli stessi problemi di ora, primo tra tutti l’Europa che ha rimandato alla prossima primavera un’ulteriore valutazione sulle misure che l’esecutivo sta mettendo a punto, cui si aggiungerebbe un malcontento generale che verrebbe causato dal fatto che il piano di revisione previdenziale a 360 gradi nelle intenzioni del premier prevede anche un ricalcolo per coloro che percepiscono pensioni più elevate e che certamente saranno causa di ulteriori difficoltà.  

Il problema attuale, però, è che se non arriverà alcuna novità concreta sulle pensioni, una decina tra deputati e senatori del Pd, compreso Cuperlo, hanno dichiarato di essere pronti a lasciare l'esecutivo e passare dalla parte della nuova Sinistra Italiana di Fassino. La dimostrazione del fatto che esiste la volontà politica di agire concretamente sulle pensioni potrebbe essere l’approvazione di una legge delega, stessa strada intrapresa già con riforma del Lavoro, della Scuola, e della P.A., e che rappresenterebbe una certezza e un impegno per l’esecutivo a riprendere in tempi brevi e certi i lavori sulle novità pensionistiche.

Ma non solo: per non perdere ulteriori consensi, ma al contrario cercare di rilanciare effettivamente il suo partito, e non solo attraverso quella riorganizzazione di cui ha parlato nel corso degli incontri del week end e che ribadirà alla prossima Leopolda al via l’11 dicembre, il premier potrebbe fare un passo indietro sul bonus di 500 per i neo 18enni e impiegare quelle risorse, tra i 500 milioni di euro e un miliardo, in cambiamenti che possano soddisfare maggiormente forze politiche e cittadini stessi. E mentre c’è chi ritiene che possano essere impiegate per sostenere politiche attive per l’occupazione giovanile, altri ritengono possano essere impiegate per approvare subito uno dei metodi in prova, o per migliorare la staffetta ibrida.
 
Di certo c’è che gioverebbe all’esecutivo concentrarsi su quelle fasce di persone, come giovani disoccupati, pensionandi e pensionati per cui finora non è stato fatto nulla, al contrario, per esempio, di quanto fatto per i lavoratori statali con l’erogazione del bonus di 80 euro che ora sarà esteso anche alle Forze dell’Ordine.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il