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Azioni e obbligazioni: previsioni dicembre 2015 e fine dell'anno e primi mesi 2016

Le scelte per questo ultimo scorcio dell'anno e per il 2016 sono condizionate dal petrolio ai minimi e dal rafforzamento del dollaro.




Se c'è una variabile che sta influenzando l'economia e la finanza mondiali con ripercussioni sulle scelte di azioni e obbligazioni in questo mese di dicembre 2016 e con ripercussioni sui primi mesi del 2016, è l'abbattimento del costo del petrolio. La decisione dell'Opec di lasciare invariata la produzione di petrolio nonostante le scorte mondiali in eccesso ha fatto crollare ulteriormente il prezzo del greggio. Per la prima volta in decenni, i ministri del petrolio dei Paesi del cartello non hanno fatto riferimento al tetto della produzione. Provando a dare alcuni numeri, ammontano a 37,7 dollari le quotazioni al barile del Wti, il petrolio americano mentre è di 40,7 dollari il prezzo del barile del Brent, il petrolio di riferimento europeo.

In buona sostanza, le quotazioni sono tornate ai livelli di circa sette anni fa. Secondo l'Agenzia internazionale per l'Energia le riserve nei Paesi avanzati, ammontano a tre miliardi di barili le riserve di petrolio nei Paesi avanzati. Strettamente legato alle quotazioni del greggio ovvero al suo costante ribasso, è il rafforzamento del dollaro, anche in vista dell'aumento dei tassi a stelle e strisce da parte della Federal Reserve con inevitabili ripercussioni in Borsa. L'appuntamento è alla prossima settimana: il 16 dicembre. E siccome le economie mondiali sono strettamente collegate, il petrolio ai minimi ha costretto la Banca centrale europea guidata da Mario Draghi di rivedere al ribasso le stime dell'inflazione.

Un 2016 senza troppe scosse è poi la previsione di Goldman Sachs per il 2016, che vede "un ampio range di trading range ma uno scarso rendimento dell'indice", con una scommessa su un rialzo del 7% circa dello Stoxx600 che da 372 punti potrebbe arrivare a 400 punti a fine 2016 e a 420 nel 2017. "Il mercato dal 2010 è stato guidato quasi interamente da un'espansione dei multipli e ora - commenta in un report la banca d'affari - le valutazioni sono tese e non ci aspettiamo alcun ulteriore aumento nei multipli del rapporto Price/Earning".

Bisogna differenziare gli investimenti osserva con attenzione Goldman Sachs e suggerisce cinque temi che saranno centrali nel nuovo anno. "Ci concentriamo sulla differenziazione e puntiamo su commodities (preferiamo petrolio a minerari, industriali (guardando all'opex invece che al capex), consumer (preferiamo i titoli ciclici), per gli utili preferiamo guardare al reddito in crescita che non stabile, e nei mercati emergenti preferiamo i titoli consumer a quelli industriali".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il