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Pensioni novità indicazioni e prospettive riforma Zanetti, Poletti, Pinotti, Damiano quota 100, mini pensioni: novità oggi venerdì

Nuove affermazioni pensioni da Zanetti, Pinotti, Poletti, Damiano: posizioni su cambiamenti proposte e prospettive per il futuro




Martedì prossimo è in programma in Aula il voto sui cambiamenti che forze politiche e relatori avranno ufficialmente presentato: tra oggi 9 dicembre e venerdì 11 sono, infatti, attesi gli ultimi da parte dei supervisori, dopodicchè si potrà capire se e come l’esecutivo ha intenzione di agire sulle pensioni, anche se le ultime notizie di questi giorni non lasciano certo ben sperare. Nulla di fatto ancora per quota 100, mini pensione, assegno universale, uno dei metodi in prova, così come per i cambiamenti minimi richiesti. E si susseguono ancora le affermazioni di autorevoli esponenti dell’esecutivo: il sottosegretario all'Economia Zanetti, nonostante ritenga che le norme attuali vadano cambiate, non ha mai detto che la legge in vigore debba essere completamente stravolta.

Ma è d’accordo con il piano di quota 41 con pensione ricalcolata con il contributivo. In occasione dell'iniziativa del week end 'Italia Coraggio' del Partito Democratico, ha affrontato il tema pensioni il ministro Pinotti rispondendo a dei cittadini e spiegando che al momento la questione prioritaria è quella del lavoro e della necessità di creazione di maggiori offerte piuttosto che quella delle pensioni. E sulla questione lavoro, ma collegata alle pensioni, si è focalizzato anche il ministro del Lavoro, che ha appoggiato anche quanto sostenuto dal progetto pensioni dell’Istituto di Previdenza e dal suo presidente.

Appoggiando, infatti, la posizione di quest’ultimo sulla necessità che i giovani 35enni, ha incitato a versare i contributi dovuti per godere di una copertura previdenziale futura, considerando che non esistono strumenti alternativi e senza versare i contributi previsti oggi il rischio è quello di ritrovarsi in condizioni di povertà in futuro. Secondo il presidente dell’Istituto, chi è nato nel 1980 nel 2050 riscuoterà mediamente 1.593 euro di pensione contro i 1.703 euro percepiti oggi da chi è nato nel 1945.

Il ministro del Lavoro parte dal presupposto che il presidente prima di rendere note le sue dichiarazioni abbia fatto tutte le valutazioni del caso, a partire dai dati a sua disposizione e quindi ne sostiene la validità, senza però confermare né smentire quanto detto. Anche il presidente Damiano è tornato a parlare di pensioni, aprendo alla proposta pensioni del presidente dell’Inps purchè coinvolga anche i lavoratori precoci, permettendo loro di andare in pensione con 41 anni di contributi indipendentemente dall'età anagrafica, riproponendo, dunque, la stessa misura avanzata dai sindacati.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il