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Partita Iva 2016 minimi nuovo regime, ordinaria, forfettaria: come aprire, aliquote, contributi INPS, regole, tasse ufficiali

Sono attese novità migliorative per le partite Iva a regime ordinarie mentre per quelli a regime dei minimi si va verso l'inclusione in un forfettario unico.




Si apre una settimana chiave per la definizione delle nuove regole sulle partite Iva, di cui sono in via d'esame i cambiamenti, in attesa del voto finale dell'Aula di Montecitorio previsto per il 15 dicembre. Il punto centrale è capire se andrà in porto l'inclusione dell'attuale regime dei minimi in quello forfettario. Stando al testo provvisorio, si applicherà un'aliquota agevolata del 5% per i primi 5 anni che salirà al 15% negli anni successivi con un tetto medio di ricavi da non oltrepassare pari a 30.000 euro. Se c'è una regola che potrebbe cambiare è quella dell'aliquota contributiva che, stando così le cose e a dispetto delle indicazioni di inizio anno, dovrebbe rimanere ancorata al 27% per altri 12 mesi.

Sulle partite Iva ordinarie la battaglia è invece sulle tutele che potrebbero essere garantite, alla luce del giudizio in chiaroscuro di Acta, l'Associazione italiana dei professionisti indipendenti, secondo cui la manovra presenta "alcuni elementi di miglioramento", ma "mantiene e rilancia un approccio per categorie, con inevitabili distorsioni, e rinvia ancora una riforma complessiva organica".

Si accennava ai nuovi ricavi per le partite Iva a regime forfettario 2016, ebbene se non interverranno modifiche, dal 2016 si terrà conto del coefficiente di redditività rapportato ai ricavi o ai compensi percepiti, pari al 40% con reddito massimo a 45.000 euro per industrie alimentari e delle bevande, al 40% con reddito massimo a 50.000 euro per commercio all'ingrosso e al dettaglio, al 40% con reddito massimo a 40.000 euro per commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande, al 54% con reddito massimo a 30.00 euro per commercio ambulante di altri prodotti, all'86% con reddito massimo a 25.000 euro per costruzioni e attività immobiliari, al 62% con reddito massimo 25.000 euro per intermediari del commercio, al 40% con reddito massimo a 50.000 euro per servizi di alloggio e ristorazione, al 78% con reddito massimo a 30.000 euro per attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, al 67% con reddito massimo a 30.000 euro per altre attività.

Nel collegato lavoro prevista tassazione agevolata al 10% per lo smart working ovvero la modalità organizzativa del lavoro subordinato basata su una forte flessibilità negli orari. Valgono infatti solo i vincoli di orario massimo derivanti dalla legge o dalla contrattazione e nel luogo di esecuzione della prestazione ovvero si può lavorare da remoto, rispetto all'ufficio, grazie all'utilizzo di smartphone e computer.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il