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Pos obbligatorio bancomat e carta di credito negozi e professionisti: entro venerdý cambiamenti ufficiali per regole e multe

Continua a far discutere la proposta di permettere il pagamento con bancomat e carte di credito anche per acquisti di importo minimo.




Sicuramente ci saranno cambiamenti all'ipotesi di abolire il limite dei 30 euro entro il quale i commercianti hanno potuto finora rifiuta i pagamenti elettronici. Lo sa bene anche lo stesso proponente che si aspetta un testo modificato da qui al 15 dicembre 2015, giorno in cui l'Aula di Montecitorio dovrebbe essere chiamata al voto finale. Come spiegato in questi giorni di discussione sui giornali e sui canali televisivi, soprattutto i piccoli commercianti, come i baristi, alle prese con centinaia di transazioni quotidiane, avrebbero difficoltà a smaltire un numero eccessivo si transazioni con il Pos.

E poi, dettaglio non secondario, ci sono le commissioni da pagare per ogni versamento ricevuto, piccolo o grande che sia. L'ipotesi di base prevede l'applicazione di una cifra non superiore a sette millesimi di euro per ogni operazione basata su carta di debito e a un centesimo di euro per ogni operazione basata su carta di credito. Altro punto all'ordine del giorno è quello delle sanzioni per il mancato rispetto delle norme.

Stando alle indiscrezioni delle ultime ore non sarebbero previsto nella scia di quanto accade oggi per chi non accetta pagamenti con bancomat o carte di credito. O meglio, per coloro che non si adeguava è prevista con una multa di 500 euro con obbligo di adeguarsi entro 30 giorni o la sospensione dell'attività commerciale, ma di fatto non risultano casi di applicazione di questa sanzione. Alla base di questa scelta c'è il tentativo di favorire una maggiore diffusione anche dei micropagamenti elettronici. In molti leggono questo cambiamento come una risposta compensativa alla misura governativa che alza da 1.000 a 3.000 euro il limite entro il quale effettuare acquisti direttamente in contanti.

A detta di Sergio Boccadutri, primo firmatario, "il problema non è tanto nelle sanzioni, quanto nella cultura" poiché "le frodi rappresentano lo 0,022% delle transazioni in Italia, una dato inferiore alle media Sepa che è allo 0,039%, eppure tanti hanno ancora paura di essere in qualche modo raggirati. Oggi la spinta all'utilizzo della carta di credito è visto solo in un'ottica di lotta all'evasione fiscale, in realtà sarebbe in grado di attivare tante economie di scale facendo risparmiare tutti". Secondo Confesercenti, "un maggiore uso della moneta elettronica sarebbe senz'altro positivo, perché diminuirebbe i rischi e i costi connessi alla gestione del contante e andrebbe nella direzione di una maggiore possibilità di scelta da parte dei cittadini".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il