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Pensioni ultime notizie cambiamenti e indicazioni nuove Pinotti, Damiano, Poletti, Zanetti

Nuove indicazioni pensioni da ministri Poletti e Damiano e presidente Damiano: posizioni, novità e piani di cambiamento possibili




Mentre si continua a discutere ancora di possibili novità pensioni e cambiamenti, anche minimi, da approvare in vista della fine dell’anno, nonostante tutto faccia pensare che ogni misura, da quota 100, alla mini pensione, assegno universale, come anche uno dei metodi in prova, sarà rimandata al prossimo anno nuove indicazioni sulle pensioni arrivano dalle recenti affermazioni di autorevoli esponenti dell’esecutivo. Secondo quanto riportano, infatti, le ultime notizie, il sottosegretario all'Economia Zanetti, che ha sempre dichiarato di non essere d’accordo con una rivisitazione totale delle attuali norme pensionistiche, si dice comunque d’accordo con il piano di quota 41, particolarmente vantaggio per lavoratori precoci e usuranti, che permetterebbe a tutti di andare in pensione con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica e con assegno finale interamente calcolato con il contributivo.

Nessuna novità diretta per le pensioni ma indicazioni sulla necessità di rilanciare il lavoro, soprattutto giovanile, tema pur sempre collegato alla questione previdenziale, arrivano invece dal ministro Pinotti che, in occasione dei banchetti in piazza organizzati lo scorso week end dal Partito Democratico, ha, come detto, rilanciato l’urgenza di misure che prevedano una spinta al mercato del lavoro, Si tratta, tuttavia, come spesso ripetuto, di un tema particolarmente collegato alle pensioni, perché senza cambiamenti che possano rendere più agevole, ma soprattutto possibile, l’uscita prima dal lavoro per lavoratori più anziani, sarebbe piuttosto difficile la creazione di nuovi posti di lavoro in cui impiegare i più giovani.

Nuove indicazioni anche dal ministro del Lavoro, che, pur non parlando direttamente ed esplicitamente di provvedimenti pensionistici, appoggia il progetto pensioni dell’Istituto di Previdenza e quanto affermato dal suo presidente sulla condizione degli attuali 35enni che andranno in pensione a circa 70 anni e con il 25% in meno della pensione, e incita a versare i contributi dovuti per godere di una copertura previdenziale futura, considerando che non esistono strumenti alternativi e senza versare i contributi previsti oggi il rischio è quello di ritrovarsi in condizioni di povertà in futuro.

Secondo il presidente dell’Istituto, chi è nato nel 1980 nel 2050 riscuoterà mediamente 1.593 euro di pensione contro i 1.703 euro percepiti oggi da chi è nato nel 1945. Il presidente Damiano, dal canto suo, ha aperto alla proposta pensioni del presidente dell’Inps purchè coinvolga anche i lavoratori precoci, permettendo loro di andare in pensione con 41 anni di contributi indipendentemente dall'età anagrafica.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il