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Rinnovo contratti, aumento stipendi statali, Imu e Tasi 2106, incentivi fiscali Sud Italia tasse Governo Renzi: novitÓ ufficiali

Non Ŕ ancora pronto il pacchetto completo del provvedimento che porterÓ alla cancellazione di Imu e Tasi nel 2016.




Urgono chiarimenti su alcune delle principali questioni nell'agenda dei lavori di Montecitorio. In prima battuta c'è da risolvere il pasticcio Tasi e Imu 2016. Il premier ha promesso la loro cancellazione sulle prime case (in realtà l'Imu è già abolita da quest'anno) ma non è stata ancora presa una decisione definitiva rispetto a quelle amministrazioni comunali, come Napoli, Trieste, Mantova, Terni, Frosinone, Avellino, Verbania, Matera e Rieti, che hanno deliberato nuove aliquote e detrazioni fuori tempo massimo. Inizialmente era stata prospettata una sanatoria che avrebbe costretto migliaia di contribuenti a pagare una mini Tasi nel 2016, ma Palazzo Chigi sembra ora frenare rispetto a questa possibilità. Dovrebbe poi essere confermata la cancellazione anche sulle case di proprietà in comodato d'uso a figli e parenti di primo grado e sulle abitazioni assegnate a un parente disabile entro il secondo grado.

Stesso trattamento anche per l'assegnazione della casa coniugale al coniuge, disposta a seguito di separazione o divorzio. L'Aula di Montecitorio dovrebbe confermare il versamento dell'Imu nel 2016 sugli immobili classificati nelle categorie catastali A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (abitazioni in ville) e A9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici).

Nel pacchetto Sud, che entrerà nella manovra con un cambiamento a firma dell'esecutivo, ci sarà un credito d'imposta automatico modulato sulla dimensione dell'impresa e con soglie differenti: al 20% per le piccole aziende per singoli investimenti fino a 1,5-2 milioni di euro, al 15% per le medie fino a 5 milioni di euro e al 10% per le grandi per ogni investimento fino a 15-20 milioni di euro. In agenda anche il prolungamento di un anno della decontribuzione sui nuovi assunti.

La partita del rinnovo del contratto degli statali è invece legata alla riduzione del numero dei comparti pubblici da 11 a 4 ovvero Funzioni centrali che comprende ministeri, presidenza del Consiglio, Agenzie fiscali e enti previdenziali, Scuola (Università e ricerca), Sanità, Enti locali. L'Aran, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale della pubblica amministrazione, sta proseguendo le operazioni su mandato del Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione. Non si tratta di un banale passaggio tecnico perché Palazzo Chigi punta a ridurre la rappresentanza dei lavoratori attorno al tavolo del confronto sullo sblocco dei contratti, rispetto al quale la somma che intende stanziare non supera i 300 milioni di euro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il