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Agevolazioni fiscali e Tasse Sud Italia 2016 ufficiali da Governo Renzi: per chi, come funzionano, quando e cosa cambia

C'è il via libera al pacchetto Sud che prevede l'introduzione del credito d'imposta con l'estensione alle imprese agricole.




C'è il semaforo verde al pacchetto Sud nella manovra. Lo ha acceso la commissione Bilancio di Montecitorio in attesa del voto dell'Aula della prossima settimana. Il provvedimento di Palazzo Chigi contiene il credito d'imposta automatico in tre fasce e con tre diversi tetti, secondo la grandezza delle imprese per 4 anni: la misura vale in totale circa 2,5 miliardi di euro e comprende anche le aziende agricole. A completamento del provvedimento si segnala anche l'opportunità di prorogare al 2017 gli sgravi per le assunzioni nelle regioni meridionali (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo), a condizione che ci sia il via libera di Bruxelles e qualora risultino dei residui dai fondi Pac 2007-2013 non utilizzati.

Entrando nel dettaglio, gli interventi ammissibili sono l'acquisizione di beni strumentali nuovi tramite modalità diretta o leasing fino a 1,5 milioni di euro per le piccole imprese, 5 milioni di euro per le medie imprese, 15 milioni di euro per le grandi imprese. Il credito di imposta è pari al 20% per piccole imprese, al 15% per medie imprese e al 10% per grandi imprese. Il bonus non sarà calcolato in modalità secca sull'investimento ammissibile, ma sull'importo dell'investimento ammissibile che eccede gli ammortamenti dedotti per la medesima tipologia di beni nel periodo di imposta oggetto del bonus, non considerando gli ammortamenti dei beni agevolati tramite il bonus stesso.

Va da sé che questo schema deve ottenere il via libera dell'Aula (e poi quello di Palazzo Madama) prima di poter essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale nell'ambito della manovra, e trovare così applicazione nel 2016. Secondo Paolo Tancredi, uno dei relatori del provvedimento approvato in commissione Bilancio, si tratta di una vittoria per le imprese che vorranno investire nel Mezzogiorno.

Il tutto va inquadrato in una situazione in cui le assunzioni a tempo indeterminato crescono ancora, soprattutto grazie alla decontribuzione della manovra dello scorso anno, ma l'aumento riguarda di più il Nord mentre Sud e isole arrancano. In 10 mesi, stando ai dati ufficiali comunicati dall'Inps, sono state effettuate 1,84 milioni di assunzioni a tempo indeterminato a fronte di 1,33 milioni di cessazioni di contratti fissi con un saldo positivo di 507.691. Rispetto al 2014 (+92.114), la variazione positiva è di 415.577 posti. L'esecutivo si augura naturalmente che le misure inserite nella manovra del 2015 possano favorire un cambio di marcia anche nelle regioni meridionali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il