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Pensioni ultime notizie da relatori oggi novità attese per cambiamenti e quota 100, assegno universale, mini pensioni

Ultime possibili novità pensioni attese dai relatori domani: cosa potrebbe ancora cambiare e uniche due misure positive finora approvate




Oggi, lunedì 14 dicembre, si attende la presentazione ufficiale dei cambiamenti per le pensioni da parte dei supervirosi  e martedì al via con le operazioni di voto a Montecitorio. Le ultime notizie, però, non confermano nulla di buono, contrariamente alle aspettative. Si sperava, infatti, che potesse essere approvato almeno uno dei metodi in prova, tra le due versioni di quota 100, estensione del contributivo donna anche agli uomini e assegno universale, tutti accompagnati dall’erogazione della mini pensione per alleggerire le penalità, si sperava potessero essere approvate ulteriori novità presentate dai diversi partiti politici, ma invece ogni cambiamento proposto sulle pensioni è stato bocciato.

Sono state, inoltre, sospese le votazioni sui provvedimenti minimi che si sperava di approvare in breve tempo, vale a dire miglioramento della staffetta ibrida così come oggi modulata ma poco vantaggiosa sia per lavoratori sia per imprese, entrata in vigore della detassazione per i pensionati over 75 fino a 8mila euro, cancellazione delle penalità per precoci e usuranti che vogliono lasciare prima il lavoro, ed estensione di tre mesi del contributivo donna. Al momento, a meno di sorprese da parte dei relatori, che potrebbero riportare in discussione almeno uno dei metodi in prova che, se approvato, servirebbe quanto meno per capire se effettivamente potrebbe funzionare in modo da capire se poterlo estendere successivamente, non sembra sia possibile alcuna novità pensionistica entro la fine dell’anno.  

Soltanto due i cambiamenti positivi approvati finora, vale a dire la staffetta ibrida e l’istituzione del fondo di povertà che potrebbe preludere all’approvazione dell’assegno universale, ma in un secondo momento. Sono però misure decisamente limitate che potremmo considerare una sorta di contentino al pari del provvedimento approvato lo scorso anno che ha previsto la cancellazione delle decurtazioni sugli assegni finali di precoci e usuranti che avessero voluto andare in pensione prima, misura valida però solo fino al 2017, dopodicchè, a meno di prossimi cambiamenti, saranno nuovamente applicate le penalità sui loro assegni finali.

E’ un chiaro modo dell’esecutivo di far pensare che qualcosa di concreto sulle pensioni venga fatto, in realtà nulla di positivo viene attuato e le proposte che servirebbero effettivamente per migliorare la situazione vengono puntualmente rimandate o cadono nel dimenticatoio. A fronte di questa situazione, d’altro canto l’unica certezza ad oggi sono i cambiamenti negativi che scatteranno dal prossimo anno, dall’aumento dell’età pensionabile che, per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat, secondo quanto stabilito dalle attuali norme, che salirà da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi, al taglio al fondo per precoci e usuranti, al blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni a partire dal 2017,

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il