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Pensioni ultime notizie questo seconda passaggio tra cambiamenti respinti e approvati quota 100, mini pensioni, assegno universale

Anche quest’anno si chiuderà probabilmente con un nulla di fatto sulle pensioni: attese lunedì novità da relatori e cambiamenti bocciati




Continua l'esame di fattibilità economica e legislativa dei cambiamenti sul tavolo dell'esecutivo in vista della fine dell'anno e l'attenzione è puntata particolarmente sulle novità pensioni. Le ultime notizie non riportano indicazioni certamente positive: sono stati, infatti, bocciati finora tutti i cambiamenti presentati e sono stati anche sospesi i voti sugli unici che potrebbero ancora essere approvati. Stiamo parlando della cancellazione delle penalità per chi decide di andare in pensione prima, estensione di tre mesi del contributivo donna, miglioramento della staffetta ibrida che così come già approvata non sarebbe per niente vantaggiosa nè per i lavoratori nè per le imprese, e cancellazione della tassazione fino a 8mila euro per i pensionati over 75 già a partire dal prossimo 2016, senza necessità di attesa del 2017.

Le prospettive non preannunciano, dunque, nulla di positivo, a meno di sorprese che potrebbero arrivare lunedì prossimo dai relatori. In discussione,infatti, ci sarebbero anche altri cambiamenti ma tra relatori, esecutivo e maggioranza manca ancora un accordo, motivo per il quale è decisamente difficile pensare che nel giro di pochissimi giorni si riescano a mettere a punto soluzioni condivise che non si è riusciti a definire in mesi. Al momento, tuttavia, sarebbero solo due i miglioramenti previsti, vale a dire la conferma dell’istituzione del fondo povertà, che potrebbe essere il primo passo verso l’approvazione dell’assegno universale, e la staffetta ibrida, provvedimenti che comunque sono decisamente limitati.

E se l’anno dovesse chiudersi solo con queste due novità, potremmo dire che si ripeterebbe la situazione dello scorso anno:anche l’anno scorso, infatti, dopo mesi di discussione su eventuali cambiamenti da attuare per le pensioni, non è stata approvata nessuna misura tra quelle proposte se non una, da molti considerata una sorta di contentino,che prevedeva la cancellazione delle penalità per precoci e usuranti che avessero deciso di andare in pensione prima. Nessuna trattenuta più, dunque, sull’assegno finale ma solo in via sperimentale fino al 2017.

Ciò significa che da allora in poi, a meno di cambiamenti ulteriori, torneranno ad essere applicate le decurtazioni sulle pensioni finali di questi lavoratori. E’ stata, a detta di molti, una mossa dell’esecutivo per far vedere che qualcosa sulle pensioni era stato fatto ma in realtà nulla di quanto sperato. Ed oggi si ripropone la stessa situazione: quasi certamente ormai sarà difficile attuare quelle misure sperate e soprattutto capaci di rivedere i requisiti di uscita dal lavoro per tutti, rendendoli meno rigidi, e staffetta e fondo povertà sarebbero le ulteriori misure tampone per una situazione che però andrebbe completamente rivista in maniera organica e universale.  

E a fronte del nulla di fatto per auspicate novità positive che sarebbero state decisamente apprezzate dai cittadini in primis, ad entrare in vigore di sicuro, paradossalmente, saranno i cambiamenti negativi, dal taglio al fondo per precoci e usuranti, che tanti avevano chiesto invece di aumentare, all’aumento dell’età pensionabile che scatterà dal primo gennaio 2016 passando da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi, al nuovo blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni a partire dal 2017.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il