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Pensioni ultime notizie prospettivi e novità della settimana quota 100, mini pensioni, quota 41, quota 101, assegno universale

Le ultime notizie sulle pensioni di questa settimana appena conclusasi e cosa aspettarsi dai prossimi giorni: novità e prospettive




La settimana che si è appena conclusa è stata piuttosto ricca e interessante di novità per quanto riguarda le discussioni sulle pensioni: dopo un iniziale rinvio della presentazione ufficiale dei cambiamenti da parte dei relatori al fine settimana, la data di scadenza è  stata ulteriormente rimandata e dovrebbero arrivare lunedì le ultime novità dei supervisori. Bocciati, intanto, tutti gli altri cambiamenti sulle pensioni, sospesi i tre che si pensava invece di approvare subito, vale a dire cancellazione delle penalità per chi va in pensione prima, aumento della detassazione per i pensionati over 75 già a partire dal 2016, ed estensione di ulteriori tre mesi del contributivo donna, e approvati solo due cambiamenti positivi al momento.

Le ultime notizie confermano infatti l’approvazione della staffetta ibrida, nella sua prima versione, considerando poco vantaggiosa per tutti, e istituzione del fondo povertà che, secondo molti, preannuncia l’introduzione dell’assegno universale. La situazione, dunque, resta ancora complicata da sbrogliare, ma si aprono probabili prospettive per cambiamenti a livello europeo: l’Europa stessa continua a dirsi contraria a cambiamenti delle pensioni in Italia, particolarmente attenta alla tenuta dei conti pubblici, garanzia che l’attuale legge riesce ad assicurare, nonostante poi spinga sulla necessità di rilancio dell’occupazione, soprattutto giovanile.

E ultimamente l’Europa ha aperto una nuova procedura di infrazione a causa del contributivo donna che permette di andare in pensione prima alle lavoratrici del settore privato e alle donne statali, che possono lasciare il lavoro un anno prima rispetto agli uomini, sempre con penalizzazioni. La richiesta all'Italia è perchè le donne possono andare in pensione prima e gli uomini no e l'Italia ha risposto giustificando l'esistenza di penalizzazioni per chi decide di uscire prima, ma l'Europa ha ritenuto tali motivazioni insufficienti e per evitare sanzioni L’Italia ora dovrebbe abolire completamente il contributivo donna per i prossimi anni; o estendere il contributivo donna anche agli uomini, ipotesi che sembra al momento piuttosto difficile; o inserire accanto al contributivo donna nuovi sistemi di uscita prima per tutti per evitare discriminazioni.

Le pensioni sono, però, fondamentali per l’economica e per sostenere l’occupazione e, in virtù di questo, l’Europa potrebbe intervenire con leggi comunitarie per cercare di riequilibrare la situazione e sembra stia già lavorando in tal senso, cercando innanzitutto di eliminare il divario pensionistico esistente tra uomo e donna. La commissaria europea all'occupazione Thyssen ha infatti annunciato nuove misure per bilanciare lavoro e famiglia e per affrontare il divario pensionistico di genere nell’Europa che saranno presentate nel 2016.

Ma l’ideale sarebbe partire dall’assegno universale, già in vigore in quasi tutti gli altri Paesi Europei, tanto che anche il ministro dell’Economia ha aperto a questa misura. E mentre si attendono ulteriori novità pensioni, non si fermano gli atti concreti dell’Istituto di Previdenza e le ultime notizie riguardano le indagine conoscitive sui lavoratori dello spettacolo: secondo quanto reso noto, infatti, il 93% dei pensionati dello spettacolo che ha lavorato prevalentemente a tempo indeterminato in imprese radiofoniche, televisive o di audiovisivi percepisce un assegno superiore, di circa il 20-40%, a quello che riceverebbe con un calcolo contributivo della pensione finale.

Questa novità segue i dati resi noti qualche mese fa sulle pensioni dei prefetti: secondo l'Istituto di Previdenza, infatti, i rappresentanti del governo nelle province godono di un trattamento privilegiato rispetto ai lavoratori privati e alla maggior parte dei dipendenti pubblici. Si tratta di assegno pensionistici che se fosse calcolati sulla base del contributivo sarebbero tagliati del 40% circa. Stesso discorso vale per il 9% delle pensioni dei ferrovieri del Fondo speciale Fs che, calcolate con metodo contributivo, sarebbero inferiori e il 27% degli assegni diminuirebbe del 30% circa.   

Si tratta solo delle ultime novità rese note dall’Istituto, dopo aver già svelato ulteriori verità sulle situazioni pensionistiche di diverse categorie di lavoratori e dopo la presentazione del piano pensioni che sembra mettere tutti d’accordo, da esecutivo, a magistratura, all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, al ministro del Lavoro. Manca solo l’appoggio del ministro dell’Economia, che sarebbe il più autorevole. A questo punto, dunque, non resta che focalizzare l’attenzione proprio sul piano pensioni, considerando che dopo questi giorni di discussioni si è ben capito che a meno di sorprese da parte dei relatori lunedì anche quest’anno si chiuderà con un sono nulla di fatto per le pensioni.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il