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Italia, in 2005 Pil fermo, deficit a 4%, crescita in 2006

Nel 2005 la crescita del Pil sarà sostanzialmente nulla, mentre il deficit/Pil si attesterà attorno al 4%



Nel 2005 la crescita del Pil sarà sostanzialmente nulla, mentre il deficit/Pil si attesterà attorno al 4%. Una lieve ripresa nella seconda metà dell'anno in corso, favorita da interventi di politica economica, permetterà di tornare alla crescita nel 2006.

E' questo il quadro altamente negativo rispetto alle attese precedenti tratteggiato dal governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, nella sua relazione annuale.

L'economia italiana sta attraversando "una fase di difficolta' di crescita particolarmente acuta" con "imprese in difficolta' che rischiano di essere espulse dal mercato".

Deludente il quadro 2005 delle singole componenti del Prodotto interno lordo. "Nonostante il forte aumento del commercio mondiale le nostre vendite all'estero rimarranno, quest'anno, sui livelli del 2004", spiega il governatore.

Per i consumi, in linea con gli anni precedenti, è stimato un aumento attorno all'1%, mentre per gli investimenti è atteso un calo.

"L'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche nel 2005, sulla base degli andamenti in atto, sarà nell'ordine del 4% del prodotto", mentre "tende ad arrestarsi l'aumento dell'occupazione", spiega Fazio nelle considerazioni finali.

Il governatore sottolinea la gravità della situazione, spiegando che "l'economia italiana presenta aspetti di criticità che potrebbero comprometterne, se non superati, lo sviluppo nel medio termine".

Per innalzare il tasso di sviluppo potenziale dell'economia la relazione evidenzia un nucleo di fattori: la correzione della tendenza della spesa pubblica corrente, il riordino dell'imposizione fiscale sulle imprese e sul lavoro, una decisa lotta all'evasione, una riduzione significativa del peso del debito.

Per il mondo produttivo, alle prese con una perdita di competitività essenzialmente strutturale, "le forme di incentivazione fiscale e le altre prestazioni dirette ad accrescere la competitività, già introdotte, e la programmata riduzione dell'Irap possono essere di grande aiuto", spiega Fazio.

In tema di correzione delle uscite pubbliche "la spesa deve proseguire secondo la regola stabilità nell'ultima legge finanziaria".

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